Letteratura

Il vento della storia soffia in riva al lago

staff
6 novembre 2011


Al principio non era che un bosco, il bosco di Klara. Un giorno ne avrebbe preso possesso come legittima parte della sua eredità e la storia avrebbe conservato il suo nome. Ma avvenne che una notte di primavera della fine del secolo, forse per amore, Klara perse il senno e con questo la sua eredità. Quando il suo corpo venne trovato esanime sulla riva del lago, il bosco ebbe il suo nome, e lo custodì per sempre fra le foglie con la sua anima. Adesso nel bosco di Klara c’è una casa.
Comincia con la fine di una vita “Di passaggio”di Jenny Erpenbeck, romanzo dell’attesa. Il tempo grande della storia, decennio dopo decennio, accarezza il lago depositandovi le polveri delle guerre mondiali e le ceneri dei forni crematori. La casa sulla riva attende. Il giardiniere fa da sempre il suo lavoro: tace, le sue mani sono il suo volto, i fiori e i rami i suoi sentimenti, la cura della casa la sua unica preoccupazione; suo è il tempo paziente della devozione che dura una vita. Gli abitanti della casa, proprietari sempre diversi, vengono sospinti o ricacciati dal vento della storia. Ognuno con il suo passato di cui nulla sappiamo se non l’attimo ospitato fra le mura della villa, superato il quale le loro esistenze compiranno una svolta irrimediabile; loro è il tempo puntuale della vita, dura un momento.
A noi lettori non resta che attendere, seguire il tempo della natura guidati dalle mani esperte del giardiniere e guardare gli occhi, le lacrime e le risate di undici vite che nella casa in riva al lago coglieranno l’attimo in cui sentirsi a casa; il più velenoso dei fiori, capace di mettere radici di quercia nel cuore e di sfiorire nel tempo di una stagione.

 

Giulio Passerini


“Di passaggio” di Jenny Erpenbeck, Zandonai Edizioni, traduzione di Ada Vigliani, pp. 157.


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