Fashion

Il vento di Gobi per un cashmere d’autore

Emanuela Beretta
19 novembre 2012

La storia di una collaborazione che fonde la sapienza di un artista italiano con l’intensa capacità produttiva di un’azienda mongola.
Con il 22% della produzione mondiale, la Mongolia è il secondo paese al mondo per produzione di cashmere. Questa fibra naturale è ottenuta grazie ai rigidissimi inverni che costringono le capre della regione a sviluppare un vello più resistente e più lungo, fino a quarantacinque millimetri, rispetto a quelli in commercio; proprio per questo il cashmere mongolo è il più pregiato al mondo.
Nasce così in Mongolia la collaborazione tra Saverio Palatella e Gobi Corporation  “Mongolian Cashmere”, azienda leader nella produzione del cashmere, un insieme di conoscenze e di know-how all’insegna della creatività e della concretezza. Una cooperazione, questa, fondamentale e proficua, volta a iniziare l’industria mongola ai segreti del mondo della moda, il gusto e la creatività italiana, nonché ad aiutare questo Paese, ricco di materie prime, a sviluppare al meglio il settore della maglieria.
Un incontro fortemente voluto, quello tra l’artista e il colosso aziendale, che non nasce dal caso, ma dalla ricerca del meglio all’interno del settore: l’esperienza di Saverio Palatella.
Sino al luglio 2007 l’azienda è statale; in seguito, nasce una joint venture tra il Governo della Mongolia e il Giappone, che dà luogo a Gobi, un’azienda privata dove lavorano milletrecento  persone. Uno solo l’obiettivo del colosso mongolo: capire come sfruttare nel modo più proficuo quel bene sommo e naturale che li circonda, il cashmere.
La filiera è completa, dotata dei filati più pregiati del cashmere e del cammello, dei telai più all’avanguardia nella produzione di tessuti per cappotti e sciarpe: tutto il necessario per un ciclo produttivo eseguito interamente in loco.
Il ricorso all’Europa è costante quando, per regolare o riparare le macchine estremamente complesse quali sono i telai, si ricorre ai tecnici biellesi, poichè le maestranze Gobi sono ancora prive di un know-how adeguato, derivante solo dall’esperienza.
Ventotto le collaborazioni totali, con Paesi di tutto il mondo, tra cui Olanda, Germania e Stati Uniti.

La ricerca di apporti si fa spasmodica, orchestrata in incontri-visite ai Saloni, per capire quale percorso intraprendere. Gobi detiene la materia prima, le macchine, le maestranze, il prodotto, ma non lo stile; così, nel 2010, un partner italiano propizia l’incontro con Saverio. Da questo confronto scaturisce una collaborazione intensa, che vede protagonisti Mandal Battseren la stilista del gruppo e l’ ”artigiano del cashmere”, artefici di una produzione specifica, culminata in una prima sfilata il 25 agosto 2011: la nuova collezione autunno “Gobi by Saverio Palatella”.
È l’inizio di un successo. Terminata la sfilata, le signore invitate e i vip internazionali si affannano per acquistare i capi più pregiati e prestigiosi, in un’acclamazione generale che si ripete alla sfilata del 5 settembre.
Attualmente, sono previste due sfilate l’anno, alla fine delle quali è possibile acquistare i capi prodotti e distribuiti dai dieci stores sparsi in Mongolia e dai ventitré disseminati per il mondo.
Saverio ha così portato avanti il suo stile inconfondibile intriso di creatività, genio e buon gusto, mentre Gobi ha agevolato con il suo cashmere di qualità la creazione e la nascita di veri capolavori. Uno scambio produttivo per una lunga strada da percorrere insieme.

Emanuela Beretta


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