Alberghi

Il Waldorf Astoria di New York si rifà il look

Francesco Alberico
1 luglio 2016

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Eleganza, lusso, ricchezza, notorietà: eccoci nell’iconico Waldorf Astoria di New York. Nell’immaginario collettivo ogni città ha i suoi palazzi che, per un motivo o per un altro, sono diventati dei veri e propri simboli. Il Waldorf è di certo uno di questi, anche grazie ai film nei quali è comparso e alle centinaia di personaggi famosi che, nel corso degli anni, vi hanno soggiornato, come Marilyn Monroe, Grace Kelly, Frank Sinatra, Winston Churchill e Dwight Eisenhower.
Dopo essere stato acquistato dalla compagnia di assicurazioni cinese Anbang Insurance Group per 1.95 miliardi di dollari nel 2014 – rendendolo l’affare di vendita di un albergo più costoso nella storia degli USA – lo storico hotel ora si prepara a chiudere i battenti. Momentanemanente, per fortuna.

Dall’inizio del prossimo anno, infatti, il Waldorf sarà protagonista di una ristrutturazione totale che durerà circa tre anni. Il restyling convertirà la maggior parte delle camere d’albergo in condomini di lusso: l’hotel, che occupa un intero isolato di Manhattan, trasformerà infatti la maggior parte delle sue 1.413 camere in appartamenti residenziali, lasciando solo un gruppo di 300-500 camere nella veste di sistemazioni alberghiere.

Dopo il Plaza, altro hotel icona della città di New York, questa volta tocca al Waldorf rifarsi il trucco. È stata una scelta quasi obbligatoria, motivata dal fatto che il turismo, anche e soprattutto quello di lusso, ha cambiato i suoi standard. La chiusura segna la fine di un capitolo illustre nella storia dell’hotel, che risale al 1893.


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