Ilaria Venturini Fendi: “La sostenibilità? Non è noiosa, anzi, è glamour”

Commenti disabilitati, 15/03/2012, by , in Attualità

 

“Sostenibile non vuol dire essere al di fuori della moda. La moda stessa può, se vuole, evolversi e cambiare senza perdere il suo glamour“. Ilaria Venturini Fendi, terza generazione di una delle più gloriose famiglie dello stile italiano, che dal 2006 ha fondato il marchio Carmina Campus (esempio di lusso basato sul riutilizzo di materiali e progetti di fair labour in Africa)  si racconta in un’intervista esclusiva all’interno di Marie Claire Mercì (l’inserto carta formata per il 100% da fibre riciclate e seguendo un processo di sbianca tura delle fibre senza utilizzo di cloro).
In prima linea nell’imprenditoria “responsabile” e attenta all’ambiente, la Venturini Fendi spiega che, sì, “il profitto è un fattore indispensabile, ma non è più elemento di successo di un’attività imprenditoriale. Conterà sempre più fare buoni prodotti nella maniera più giusta”.  Animalista convinta (“ho sempre vissuto con disagio la tradizione storica della mia famiglia nella pellicceria”), a chi oggi sostiene che nella moda la sostenibilità non è sexy, lei ribatte: “Ho sentito dire che è noiosa… Ma perché è vista come qualcosa di punitivo, che limita la creatività e la fantasia. Per me invece è una fonte di stimoli”.
“Se femmina alfa è chi si prende responsabilità di un progetto e di un gruppo”, continua nell’intervista, “allora forse posso considerarmi tale. Sì, è vero, vengo da un mondo di donne, piuttosto forti, che non hanno mai pensato al femminismo in senso ideologico, ma semplicemente lo hanno messo in atto con forza, intelligenza e convinzione delle proprie azioni. Poi ho l’esempio delle comunità africane (in Kenya grazie al partner ITC, agenzia dell’Onu e dell’Omc, realizza la linea 100×100 made in Africa), che mi spinge a pensare che le donne, ovunque nascano, sono capaci di fare molto, sono il motore trainante di tutta la società”.

About

Luuk Magazine editorial staff