Arte

Imprenditori per l’arte

Umberta Gnutti Beretta
12 ottobre 2014

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L’arte è la moda hanno molto in comune, come ogni intenditore sa. Ma se uniamo a questo connubio le energie della finanza, del lusso, e soprattutto il forte desiderio di fare qualcosa per la comunità, il risultato può essere spettacolare.
Ho avuto modo di verificarlo di persona lo scorso mercoledì, in occasione della serata organizzata da Vogue in collaborazione con Borsa Italiana per promuovere il nostro patrimonio artistico, troppo spesso lasciato decadere.
Cornice all’evento è stato Palazzo Mezzanotte, che ha ospitato tra gli altri il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, portavoce di un ambizioso e bellissimo progetto.

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Il problema alla base, lo sappiamo, è tipicamente italiano: anche quando le opere d’arte in nostro possesso vengono restaurate e non abbandonate in qualche magazzino, si stenta a saperle promuovere. Con risultato di musei deserti, quando dovrebbero essere aperti, visitati e soprattutto ricchissimi di offerta. Certo non si tratta solo di una difficoltà culturale: lo Stato dovrebbe fare la sua parte, promuovere i nostri musei come luoghi d’incontro e di condivisione (guardiano al modello estero…), che oltre a soddisfare i visitatori con la loro proposta culturale e a farli socializzare creano profitto grazie a bookstore, caffetterie, luoghi di ricreazione.
Per fortuna, però, la situazione non è solo negativa, e il Ministro Franceschini lo ha sottolineato illustrando a un pubblico attento i passi in avanti che già sono stati fatti, dalle agevolazioni fiscali introdotte, fino al pezzo forte della serata: il magnifico restauro del Ritratto del Conte Antonio di Porcia (1535-­1540) di Tiziano, attualmente conservato dalla Pinacoteca di Brera.
Come a dire, e adesso tocca a ognuno di noi. Gli imprenditori presenti sono stati chiamati a intervenire perché altre opere possano essere restaurate e messe in mostra, al posto che spetta loro. Abbiamo quindi ricevuto un librino, “Rivelazioni”, che mostra una serie impressionante di dipinti e affreschi che hanno necessità di restauro. Gli interventi vanno dai più “abbordabili”, se così si può dire, 15.000 euro, fino a un massimo di 125.000 necessari per 21 affreschi di Bernardino Luini. Pensate, tra queste opere bisognose c’è persino un Picasso!

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Inutile dire che la proposta è stata accolta da un moto di positività – difficile essere refrattari quando si è immersi in uno scenario spettacolare come quello della cena! In un contesto gradevole per gli occhi, non si può che essere ancora più predisposti verso l’arte.
Uno splendido Palazzo Mezzanotte – curato dall’allestimento di Tea Rose con supervisione dell’ottimo team Vogue -, un catering  impeccabile per una cena gradevolissima e una compagnia invidiabile. Se a fare gli onori di casa per questa occasione speciale sono stati Franca Sozzani e Raffaele Jerusalmi, ecco tra gli ospiti i Ruffini, Brunello Cucinelli, i Marzotto, Lapo Elkann, Andrea Illy, Guglielmo Miani.
Non poteva andare meglio per una serata animata da discorsi incisivi e drtitti al punto, che ci auguriamo porterà a un impegno decisivo nei confronti dell’arte italiana. Senza contare poi lo straordinario effetto di cenare in compagnia di un autentico Tiziano.


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