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In bilico sul precipizio dell’amore

Chiara Fornari
17 febbraio 2013

Eccomi qui. Di fronte alla candida pagina vuota del primo vero articolo di “Biberon and the city”. Mi ritrovo emozionata come il primo giorno di scuola. 
Provo quella sensazione di “inizio” che ti fa venire voglia di temperare una matita, di preparare la cartella e di annusare le pagine intonse di un quaderno immacolato.

Con la redazione ci eravamo accordati per un titolo diverso, a dirla tutta, ma stasera mi è successa una di quelle cose che noi mamme twitteriane amiamo raccontarci e catalogare con l’hashtag #soncose.
Eh sì, perché sono sempre cose fra il comico e il drammatico, cose da ridere e da piangere insieme, in una parola: cose da mamme.
La vecchia idea di articolo si è fatta da parte spontaneamente proprio oggi pomeriggio, tornando da una festa di Carnevale di una compagna di scuola.
Dopo aver caricato in macchina i bambini, sono partita sgommando con la testa come sempre piena di pensieri, un occhio fugace nello specchietto retrovisore, appena in tempo per vedere una nuvola di chiacchere e zucchero a velo sprigionarsi dalla macchina come la scia di una cometa…
Quasi simultaneamente una vocina: “Mamma mi dai un biccotto della fetta?”
“Mi piacerebbe amore, peccato che la mamma i biscotti che ci hanno regalato alla festa li abbia dimenticati sul tetto della macchina…”

Che dire? La mia vita degli ultimi cinque anni è così: una corsa, una rincorsa, un sorpasso, una scivolata, un balzo e un rimbalzo per riuscire a finire tutti i giorni con all’attivo: scuola, calcio, danza, lavoro, spesa, bucato, compiti, cena, bagnetto, coccole, qualche volta ceretta, più raramente parrucchiere, ancora più raramente qualche momento tutto per me.
Mi chiedono: “Come fai a far tutto?”
Rispondo: “Perché, ce la faccio?”
Alcune volte mi sembra di sì, altre volte invece salta un tassello dello strabiliante Tetris su cui si regge la mia esistenza e le giornate si ingarbugliano in una matassa di appuntamenti, scadenze, doveri e bisogni, impossibili da gestire.
Poi però mi fermo, respiro e mi ripeto che quello che sono in fondo è quello che faccio e che quello che voglio fare è essere una brava mamma, una mamma presente, una mamma che vede crescere i suoi bambini, ma anche una donna che lavora e che esiste a prescindere dai suoi figli.
Posso essere entrambe le cose?
C’è chi dice che tutto non si può fare, che a voler far tutto, si fa tutto male.
Io credo che tutto-tutto non si possa avere, non lo vorrei nemmeno (anche perché a quel punto la mia giornata dovrebbe durare una media di 48 ore), ma credo che come sempre la via di mezzo sia la giusta strada da perseguire.
Mentirei se dicessi che non ho dovuto rinunciare a un certo tipo di carriera per i miei bambini, ma mentirei allo stesso modo se non rivelassi che la stessa carriera a cui ho rinunciato anni fa, senza i miei bambini, non avrebbe avuto alcun senso: i loro sorrisi, le loro piccole vite… niente avrebbe motivo di esistere ora.
Da chi correrei trafelata, la borsa del computer in una mano, la merenda nell’altra, all’uscita di scuola? Da chi potrei rifugiarmi per dimenticarmi in un attimo di tutti i problemi dell’ufficio? 
Chi mi ha insegnato che non c’è nulla di più importante di una carezza per scacciare i brutti pensieri?
E poi c’è dell’altro: non solo la mamma che ha migliorato la donna, ma anche la donna che ha migliorato la mamma…se non ci foste voi amori miei, chi potrei ringraziare per avermi obbligato ad aprire gli occhi di fronte ad una situazione lavorativa che non mi piaceva più? A chi potrei far vedere di che pasta sono fatta?
Per chi lotterei tutti i giorni per dimostrare che una donna può essere tutto quello che vuole e anche di più, perfino in un Paese come il nostro?
Se non ci foste voi, amori miei, non sarei qui adesso, in questo preciso momento: non avrei avuto questa occasione e non avrei mai capito che essere una mamma significa anche e prima di tutto essere un esempio per i propri figli, ma anche per se stessa.
Un giorno non lontano scoprirete guardando al passato che la vostra mamma piena di difetti vi amava sopra ogni cosa. Era un po’ strana, sempre di corsa, un po’ sconclusionata, ma anche quando non c’era vi portava sempre nel suoi pensieri e, ve lo posso assicurare, era una che ce l’ha messa davvero tutta.
Chissà…forse arriverete perfino a perdonarla.

Chiara Fornari
biberonandthecity@luukmagazine.com/a>