Arte

“In Principio Erano Le Linee” di Martina Scarpelli

staff
14 maggio 2011


“Se è vero – come ha sostenuto Martin Heidegger – che l’opera d’arte è la messa in opera della verità, nel caso delle opere di Martina Scarpelli la verità sta proprio nella forma incisa”.
É questo il lusinghiero commento proposto dal critico d’arte Rolando Bellini per definire l’arte di Marina Scarpelli. La giovane artista, classe 1988, studentessa alla facoltà di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, espone in questi giorni le proprie opere in una Personale al Fashion Cafè, storico locale meneghino in Piazza San Marco.
La mostra “IN PRINCIPIO ERANO LE LINEE”, curata da Francesco Cascino e da Simone Fugazzotto, è aperta al pubblico fino al 17 maggio. L’esposizione consta di due raccolte, ENGRAVING-ARTIST PRINT e XILOGRAPHY, scelte dall’artista all’interno della propria ampia produzione, caratterizzata da una notevole pluralità di tecniche e di supporti combinata ad uno stile personale ed inconfondibile.
L’originalità è un tratto peculiare di Martina Scarpelli, che nella sua poliedricità sintetizza dialetticamente antico e moderno, Picasso e Street Art, bianco e nero, high tech e materiali tradizionali. Il tutto è poi percorso da una linea veemente, capace di sbattere in faccia all’osservatore la crudezza di una realtà deforme e angosciante. Gli incubi e l’abisso inesplorato dell’inconscio sembrano popolare delle creazioni la cui bellezza sta in un disvelamento di scenari inimmaginabili.
Enorme fascino è poi trasmesso dalla ricchezza delle scene tratteggiate, in particolare di quelle raffigurate sulla superficie dei diversi oggetti divenuti opere grazie al genio della giovane artista: tavole ed occhiali da snowboard, giacche, persino scarpe. Su questi eterogenei materiali la pittrice rivela un radicale horror vacui teso a delineare quadri surreali nella cui ampiezza di dettagli lo sguardo si perde stupito.
La giovane talentuosa ha le idee chiare e definisce le sue collezioni come una “serie di matrici ed esiti grafici o calcografici”. Al loro interno “il positivo e il negativo di un segno, da e verso di un piano, scavo e rilievo di un punto, i rovesciamenti prospettici di una processualità sono all’origine della ricerca attuale che vengo a proporre attraverso questo allestimento al Fashion Cafè e che hanno lo scopo di cogliere il ritmo e la fluidità di una musica che va rapprendendosi in un testo visivo”.
Se è vero che “Il compito attuale dell’arte è di introdurre il caos nell’ordine” (Theodor Adorno) vale davvero la pena di visitare l’esposizione di Martina Scarpelli.

Luca Siniscalco


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