Arte

In Spazio 7 il circolo è Artico

staff
1 ottobre 2011


Il 27 settembre 2011 è stata una data importante per gli sviluppi dell’arte milanese e più in generale italiana.
La rilevanza di questa giornata trae motivo da un evento dotato di una sorprendente portata culturale: l’apertura di Spazio 7, un nuovo Temporary Space che ha sede in Via Pasquale Sottocorno 7.
Ad inaugurare la nuova location, ideata da Roberta Bottarelli, Giuseppe Giunta e Patricia Pisani, è la mostra “Controcorrente” di Nicola Artico.
Spazio 7 colpisce per la sua semplicità e linearità: peculiarità che ne accrescono la versalità e dunque il valore artistico.
Lo spazio espositivo presenta pochi allestimenti permanenti poiché qualità e raffinatezza sono concepite come parametri imprescindibili e bisognosi di supporto nell’Era della quantità. Si tratta di opere ZeroDisegno, ideate da Carlo Poggio, Mimmo Rotella e Gaetano Pesce.
L’inaugurazione della location ha avuto un enorme successo dovuto all’incisività dell’organizzazione, alla validità del progetto, ma soprattutto all’inesauribile carica emotiva ed artistica di cui è portatore Nicola Artico. L’eclettico ed imprevedibile artista, la cui carriera ha spaziato da attività di restauro conservativo alla direzione artistica di campagne pubblicitarie internazionali, dall’incisione di musica tradizionale indiana alla personale produzione artistica, ha presentato tre differenti progetti animati da un medesimo disegno estetico-onirico.
In primo luogo gli occhi del visitatore vengono colpiti dalla miriade di Tele raffiguranti pesci che affollano le pareti ormai trasfiguratesi in un Oceano multiforme. Nicola parte da immagini semplici, ricavate dalla realtà naturale, per giungere ad un astrattismo avvalentesi di un enigmatico linguaggio comunicativo. L’artista descrive un paesaggio incontaminato,
 quello del suo inconscio e dell’interiorità umana, in cui il simbolismo si richiama agli archetipi più profondi della psiche, ridestando forze e sensazioni sopite dal fastidioso brusio urbano che ci circonda.
Addentrandosi nella sala si notano delle strane installazioni che proiettano video: il sapore di tali opere è modernista, il significato racchiuso è ben più profondo. Si tratta delle Mutant Canvas (Tele mutanti), sorte dalla modifica digitale di opere d’arte antica all’interno delle quali personaggi del nostro tempo prendono parte della scena assumendone il ruolo dei protagonisti. Non si tratta di semplici trasposizioni di immagini elettroniche, ma di momenti di creazione, manipolazione e selezione, che portano l’opera in un nuovo contesto, in cui non vige l’imitatio , bensì l’aemulatio, in cui la dialettica passato-presente tenta di prefigurare scenari futuri.
Infine Artico presenta Silent Bath, una black room in cui i visitatori, a turno, hanno potuto vivere un’esperienza interattiva e multi-sensoriale, prodotta mediante uno schermo a soffitto, profumi, suoni e strumenti indiani: musica, video e sound coach si presentano uniti sinergicamente in un unico progetto finalizzato al benessere spirituale del partecipante. L’installazione sarà presente presso Spazio 7 fino a metà Ottobre e sarà possibile provarla su prenotazione.

 

Luca Siniscalco


Potrebbe interessarti anche