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In viaggio con Babbo Natale

Carla Diamanti
24 novembre 2016

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Pietre che sembrano soffici, contorni sfumati, passi ovattati. Basta l’illuminazione giusta e la fortezza medievale di Monticello d’Alba si trasforma in un luogo da fiaba. Per arrivarci si sale lungo un percorso profumato di foglie e che si arrampica sul punto più alto della tenuta rimasta (quasi) come era in origine, prima dell’anno Mille, quando il vescovo di Alba decise di costruire un castello rivolto da una parte verso la montagna e dall’altra verso le colline di Langa. I conti di Roero, che lo acquisirono, gli diedero il nome che poi – caso unico in Italia – passò a identificare tutto il territorio. Così il Roero, che insieme a Langhe e Monferrato porta con orgoglio il riconoscimento Unesco, mantenne la denominazione geografica che ancora oggi indica il territorio “di qua” del Tanaro, caratterizzato dalle “rocche” che disegnano l’orizzonte. La nebbia non c’è sempre. Arriva al momento giusto perché il Natale abbia un sapore ancora più speciale. Le sale del castello, racchiuse fra le mura protette da tre torrioni, tondo, quadrato e ottagonale, dalla fine di novembre si preparano ad accogliere un ospite attesissimo da centinaia di persone, soprattutto dai bambini. Abito rosso con profili bianchi, vi dice qualcosa?

Babbo Natale arriva nel castello dei Conti di Roero ogni fine settimana fino al 18 dicembre. Il tragitto non è lungo perché parte da Govone, dove da dieci anni l’appuntamento più atteso è con il Magico Paese di Natale. Non si tratta del solito, ennesimo, mercatino. Qui le cose si fanno in grande e si coinvolge tutto il territorio attraverso percorsi e laboratori che insegnano, per esempio a riscoprire le attività dei “ciabòt”, antiche casette di legno dove gli uomini si riparavano insieme ai propri animali quando il brutto tempo arrivava all’improvviso costringendoli ad abbandonare le attività nelle vigne. Da Govone, dunque, Babbo Natale parte nel pomeriggio di sabato e domenica, cammina lungo il sentiero che profuma di foglie e accoglie i bambini davanti al camino della grande biblioteca del Castello di Monticello insieme ad elfi e folletti che si trattengono anche per la cena, servita nel castello e nella foresteria dove è possibile trascorrere anche la notte.

 

Govone è raccolta attorno al suo magnifico castello, inserito nel circuito delle Residenze Sabaude e diventato patrimonio dell’Unesco. In una delle sale, una rara carta geografica illustra i confini del Regno di Sardegna che si allargavano oltre quelli attuali includendo località che oggi parlano francese. La facciata e lo scalone monumentale sono stati il palcoscenico d’eccezione per il carosello di suoni e luci con cui è stato inaugurato il ricco calendario di eventi di questo anno speciale del Magico Paese di Natale. Le casette di legno del mercatino, un vero e proprio borgo incantato nel giardino del castello, illuminato con ghirlande di lampadine, fanno da cornice alla passeggiata che sale verso l’antica residenza sabauda che fino al 26 dicembre diventa la dimora eccezionale di Babbo Natale.

Varcato l’antico portale di legno si accede a un mondo incantato, pensato per lasciare a bocca aperta i bambini ma che emoziona anche gli adulti. Elfi e folletti accolgono i visitatori e li accompagnano nei sotterranei del castello trasformati nella scenografia onirica in cui si svolge il racconto del Natale nel magico regno di Govonia. Stanza dopo stanza, il musical itinerante messo in scena da cinquanta attori e ballerini coinvolge gli spettatori conducendoli fino all’incontro con il protagonista in abito rosso e barba bianca. Come in una dimensione parallela, ci si dimentica del tempo e si avanza guidati dalle luci e dalla fiaba. Fuori, la festa continua nelle piazze del paese, che per un mese intero sono il palcoscenico per carole natalizie, spettacoli teatrali ma anche per laboratori e officine del gusto dove cibo e ricette popolari sono lo spunto per riscoprire i racconti che si tramandano in ogni famiglia. Una sorta di “lingua del cibo” attorno alla tavola. Perché da queste parti, sulla rive gauche del Tanaro, fra colline ricoperte di viti, boschi e castagni, si mangia e si beve molto bene.

Per conoscere le eccellenze dei vitigni del Roero bisogna puntare verso Canale. Qui, nella piazza centrale, le antiche sale dell’ex Asilo Infantile Regina Margherita accolgono l’Enoteca Regionale del Roero, tempio delle due DOCG del territorio: Arneis (l’unico bianco autoctono del Piemonte) e Roero. Si accompagnano perfettamente ai piatti della tradizione rivisitati dallo chef stellato Davide Palluda che officia nelle cucine del Ristorante dell’Enoteca, al primo piano, e dell’Osteria, al pianterreno, dove l’atmosfera è più conviviale. Per il tempo di una degustazione, o di un pasto, qui sono gli adulti a vivere una favola. Di un altro tipo, certo. Fatta di un balletto di antipasti seguiti da una sinfonia di paste dalla sfoglia sottilissima e da trionfi di zabaione e nocciole. Soprattutto coronati da calici trasparenti che si tingono volentierissimo di un delicatissimo giallo o di un preziosissimo color rubino.

Informarsi:
www.magicopaesedinatale.com
www.langheroero.it
Dormire:
Foresteria Conti Roero
Mangiare:
Ristorante Le Scuderie
Osteria dell’Enoteca
Eataly in Campagna

 

www.thetraveldesigner.it


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