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Arte

In viaggio con Louis Vuitton

staff
25 giugno 2011


Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno. (Dino Basili, “Tagliar corto”, 1987).

 

Sembra che il celebre brand francese abbia fatto propria tale concezione ciclica, scegliendo di consacrare il proprio ruolo ormai irrinunciabile nella superpotenza cinese. Al 1992 risale l’apertura del primo negozio in un Paese non certo florido per gli investimenti nel settore del lusso e della moda. L’intuizione era però stata geniale: vedendoci lungo sul futuro di quel mercato prossimo al boom e battendo sul tempo la concorrenza Vuitton si è imposto sul mercato cinese. Oggi i negozi sono ben 37. Per celebrare un ventennio ricco di inaspettati successi, segnato dalla diffusione capillare del fascino del marchio, divenuto un vero e proprio must per i ricchi cinesi, la moda diviene arte e l’arte si fa moda.
É questo il senso rivestito dalla mostra, inaugurata il 29 maggio ed in programma sino al 30 agosto, allestita con il titolo “Voyages” presso il Museo Nazionale di Pechino, edificio di cemento in freddo stile socialista riaperto lo scorso marzo dopo tre anni di lavori, secondo per dimensioni solo al Louvre.
Vuitton dunque ritorna in Cina come vent’anni fa, con il medesimo intento, la conquista presso il grande pubblico di un favore motivato da una tradizione esclusiva ed inimitabile, e con il medesimo spirito, fondato sulla voglia di stupire ed emozionare. In questa chiave si comprende il tema principe della mostra: il viaggio.
Viaggi hanno segnato profondamente l’esperienza umana e professionale di Louis Vuitton; viaggi vengono costantemente compiuti da quanti collaborano con la griffe francese e dai prodotti stessi, al fine di conquistare nuovi mercati nel quadro della competizione globale; viaggi sono uno dei settori nei quali il marchio si è con più preminenza imposto, soprattutto grazie al mondo della valigeria.
“La più grande rassegna mai realizzata al mondo da Louis Vuitton”, a quanto afferma il presidente della prestigiosa Maison, Yves Carcelle, è improntata all’esaltazione del viaggio come esperienza umana nobile e che arricchisce spiritualmente. Ed al suo pieno successo lo stile non può che giovare.
Ecco allora le opere presentate: i famosi e rivoluzionari bauli, realizzati pazientemente a mano dai 185 artigiani che ad Asnières li confezionano grazie a tecniche speciali gelosamente tramandate di generazione in generazione, ma anche le borse e perfino le cover per l’Ipad. Il tutto è presentato in una affascinante scenografia ispirata al tema principe della mostra: mini mongolfiere-espositori sono situate negli spazi espositivi del museo. L’arte del baule continua pertanto ad affascinare e ad esprimere – all’interno del nuovo contesto mondiale globalizzato e massificato – l’esigenza dell’esplorazione, dell’esotico e della scoperta.
“Perché l’arte? Insieme alla moda è il linguaggio che più influenza il gusto. E noi siamo il gusto.” sentenzia Yves Carcelle.

 

Luca Siniscalco


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