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Cinema

In viaggio per ritrovare se stessi

staff
19 aprile 2013

Augusta (Jasmine Trinca) è una giovane donna che in seguito a dolorose vicende familiari sente il bisogno di partire, separandosi da sua madre e da sua nonna. Decide di andare – come suggerisce simbolicamente il titolo – intraprendendo un viaggio che diventa a poco a poco sempre più interiore e spirituale nelle immense e assolute terre dell’Amazzonia.

Accompagna Suor Franca (Pia Engleberth) nel suo viaggio di predicazione e di cristianizzazione presso le popolazioni indios, per poi trovarsi ad interrogarsi su quanto sia corretta e morale una fede invadente, che vuole convertire a tutti i costi. Con molti dubbi e poche risposte, sceglierà di proseguire il viaggio da sola.
Arrivata nella città di Manaus, affitta una stanza in una favela e lì viene presto accolta da una povera e molto ospitale comunità a cui si lega intensamente e nella quale riconosce il calore e l’affetto di una famiglia. Un ulteriore evento drammatico però la spingerà a rimettersi in viaggio e a ricercare la semplice essenza del tutto che la circonda, in un intimo e solitario contatto con la natura incontaminata.

Dopo “Il vento fa il suo giro” e “L’uomo che varrà”, Giorgio Diritti ci regala un film delicato e profondo, carico di suggestioni e spunti su cui riflettere. Il merito va soprattutto a fotografia e colonna sonora, sempre evocative e capaci di trasmettere tutta la potenza delle forze della natura, nella quale l’animo tormentato può trovare riparo ed istintivo equilibrio.

Sarah Scarduzio


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