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L’inarrestabile crescita dei social nel campo dell’informazione

Giulio Stella
4 maggio 2015

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Facebook ha da pochi giorni modificato l’algoritmo dietro la sua newsfeed, modificando il flusso delle informazioni e scatenando così il panico nel cuore di migliaia di web journalist, e più in generale in tutta l’industria dei media.

Ok, forse non proprio il panico, ma diciamo che il cambiamento non è certo passato inosservato.

Una reazione che deriva direttamente dall’importanza che viene ormai universalmente attribuita alla trasmissione delle informazioni che passano dalla rete e, più in particolare, dalle piattaforme social. Così che una variazione nel flusso può avere importanti conseguenze anche sul bacino di utenza raggiunta.

In questo fenomeno si scorge in fondo un vero shift generazionale.  Il contenuto, l’informazione passa sempre meno attraverso media come tv e radio, privilegiando al loro posto i social network, che sono diventati di rimando un’enorme fonte di informazioni.

La ragione è semplice: è sui social, che si consultano ovunque e velocemente, che l’attenzione della gente è al momento. Facciamo caso alla prossima volta che siamo seduti sul pullman, e guardiamo le 3 persone di fianco a noi. Vi assicuro che almeno 2 di loro saranno con il telefono in mano.

Espandete questo piccolo esperimento su scala mondiale  (la parte di mondo che ha accesso a questo tipo di tecnologia): la quantità di contenuti consumati via mobile cresce di giorno in giorno.

deloitte

I risultati di una ricerca di Deloitte condotta su un campione di circa 2000 persone mostra le differenze generazionali delle varie categorie, e curiosamente mostra come tra i cosiddetti “millennial”, ossia tra chi ha attualmente tra i  14 e i 25 anni, tv e social media si contendano il primato dell’informazione.

E le previsioni attuali fanno comprendere come il trend continuerà in questa direzione, così che la tv dovrà presto abbandonare la propria leadership per far posto alle nuove tecnologie.


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