Il mio punto di vista

Incontro con un Nobel

staff
25 aprile 2012

Nella mia vita ho avuto la grande fortuna di potere visitare luoghi straordinari, di partecipare ad eventi meravigliosi, di poter avere accesso ad esperienze al limite del romanzesco. Ma soprattutto ho avuto la possibilità di incontrare e conoscere persone davvero al di fuori del comune, a cui la nostra epoca deve molto, uomini e donne che hanno fatto la Storia.
Tra tutte, sono fiera di poter vantare un’amicizia molto speciale: IL premio Nobel che ha segnato il XX secolo, l’uomo che ha ricevuto direttamente dalle mani di Carlo XVI Gustavo di Svezia la massima onorificenza conferita a coloro che “hanno apportato considerevoli benefici all’umanità”. Sto parlando di Kary Mullis, vincitore nel 1993 del Premio Nobel per la Chimica per lo sviluppo della PCR.
Kary è certamente un personaggio originalissimo e discusso, che ha spesso scandalizzato la comunità scientifica con le sue opinioni poco convenzionali e ha fatto molto parlare di sè, tanto da aver suscitato la curiosità e la fantasia di diversi registi.
Forse il suo nome dirà poco a coloro che non sono “dell’ambiente”, ma di certo tutti hanno potuto apprezzare il kolossal cinematografico “Jurassic Park” e sanno benissimo cosa sia un test del DNA. Ebbene, posso dire che se conoscete queste due cose lo dovete sicuramente a lui, o meglio alla sua invenzione avvenuta quasi per gioco – così come un gioco è la sua vita -, correndo tra le strade della California in una meravigliosa notte stellata a bordo della sua potente fuoriserie. E’ proprio così, infatti, che il brillante scienziato mi ha confessato di aver avuto la famosa idea riguardante la “Polymerase Chain Reaction”, abbreviato PCR, ovvero la metodologia che permette di segmentare, studiare ed utilizzare il DNA. In parole povere, ciò su cui si è fondata la famosa clonazione dei dinosauri e non ultima l’agghiacciante e speriamo mai avvenuta clonazione umana.
Ho avuto il piacere di conoscere Kary nella mia bella Milano, in occasione di una cerimonia che ricorda un po’ vagamente i famosi awards cinematografici, solo che in questo caso gli awards erano assegnati a brillantissimi scienziati per progetti in biotecnologie. Ecco, parlando di biotecnologie mediche potreste pensare a Kary Mullis come ad un noioso vecchio signore, chiuso in un laboratorio tra alambicchi e provette. Beh, vi sbagliate di gran lunga!
Amico intimo di Gunther Sachs – celeberrimo playboy che non necessita certo presentazioni -, Kary e la bellissima moglie Nancy sono protagonisti di una vita sicuramente “spericolata”, come direbbe Vasco Rossi, a cavallo tra realtà diverse, studio, ricerca, mondanità, il tutto condito da un pizzico di meravigliosa follia.
Da quella indimenticabile serata meneghina, la nostra amicizia è sbocciata e fiorita: ci ha visti protagonisti di vacanze entusiasmanti trascorse insieme tra Stati Uniti, Sicilia e Portofino, di serate memorabili dove gli argomenti più vari e difficili venivano affrontati con la leggerezza di una coppa di champagne. Kary e Nancy hanno condiviso con me molte mie amicizie facendole loro; abbiamo riso di nonsense ed abbiamo condiviso situazioni di grande emergenza quali il warning per la lotta all’antrace, lanciato in un lontano fine secolo dall’allora segretario di Stato americano volato appositamente in piena notte in un posto mitico come Laguna Niguel – no, non la base operativa da “Mission impossible”, ma una tranquilla cittadina di surfisti nel sud della California dove le aziende biotech celebrano ogni anno il loro esclusivissimo meeting.
Esperienze umane e formative fondamentali, che nobilitano e arricchiscono profondamente, facendoti sentire parte dell’avanguardia medica e, più in generale, culturale del nostro millennio.

 

Gabriella Magnoni Dompé