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Arte

Indagare l’Origine, anche se oscura: un’intervista a Scarlett Rouge

Luca Siniscalco
16 febbraio 2013

Scarlett Rouge si muove con sapienza ed eleganza nelle pieghe di una modernità caotica e desacralizzata. Il messaggio di questa artista di origini californiane si manifesta ancor più pienamente in questi anni di crisi, in cui il dramma economico tende, nella sua tragica concretezza, a livellare ogni espressione autentica e spontanea di creatività ed originalità. D’altro canto l’acutizzazione della crisi può avere esiti opposti, divenendo fonte di stimolo per coscienze non superficiali. Ecco allora che dalle interessanti riflessioni  dell’artista sorgono suggestioni adatte a suscitare dubbi e indagini ulteriori sulla via dell’arte e dell’espressione, fornendo una boccata d’ossigeno rispetto all’ordinaria routine. Si genera così uno spazio d’incontro aperto a dinamiche diverse: arte, spiritualità, esoterismo, critica sociale e – perchè no – moda. Il tutto raffinamente sintetizzato nell’opera della Rouge.

1) “Nomen omen” asserivano gli antichi. Partiamo dunque dal suo evocativo nome, Scarlett Rouge. Qual è la sua storia?
Scarlett Rouge è proprio il mio nome. Entrambi i miei genitori sono artisti nei loro rispettivi modi e ciò può aiutare a spiegarlo. Ho anche un cognome, ma è stato dato a mio padre dai suoi genitori adottivi che non ho mai incontrato e, da quello che so, non erano persone molto simpatiche. Quindi tendo a non usarlo.

2) Com’è nata la sua passione per l’arte?
Non ho avuto molta scelta. Tutta la mia educazione è stata orientata a farmi diventare un’artista. Tuttavia, se sono “costretta” a creare arte è perché nutro una passione per la comprensione di ciò che è l’orizzonte degli eventi, come un filosofo amo riflettere sul significato della Verità. Sarei potuta diventare uno scienziato e trovare il senso della vita nell’esame delle particelle, ma, anche se si tratta di un tema di grande interesse, la mia inclinazione va verso un punto di riferimento mistico.

3) Dalle sue opere traspare un forte interesse nei confronti dei campi dell’esoterismo, della spiritualità e della religione. Qual è il suo rapporto con queste componenti così profonde dell’espressione umana e in che modo queste influenzano la sua indagine artistica?
Per me questi elementi rappresentano alcuni punti di partenza d’ispirazione minimalista. Mi sforzo di trasmettere forme con semplici gesti, anche di natura religiosa, e di concentrarmi su quelli che possono essere dei contenuti esoterici. Infatti credo che la purezza del design in grado di connettersi con l’inconscio sia ciò che lo rende una forma di comunicazione universale. Tali contenuti si riuniscono nella mia arte in gradi diversi, a seconda dell’idea che ho intenzione di realizzare. Forse, quando si tratta di processo creativo, sono ancora una bambina: una volta che ho una chiara idea di ciò che voglio, lascio che il mio intuito e la fantasia mi guidino verso il traguardo, cioè la realizzazione di un prodotto.

5) Arte come fissazione formale ed eternante del mutevole divenire o arte come introduzione del caos e dell’inaudito nella placida quotidianità?
Mi sento come se tutto fosse in continuo divenire, ciò che può essere vero oggi potrebbe non esserlo domani e l’unica cosa che è costante è il cambiamento. In realtà, vorrei definire quello che faccio come una vignetta che tocca e vuole indagare questioni sociali. La mia arte vuole essere una riflessione sulla condizione umana attuale, che credo si trovi a un bivio pericoloso perché l’avidità umana e l’abuso della Terra, alias la nostra casa, ci sta portando in un vicolo cieco. È sempre più evidente che la Terra sta cambiando, ed è ora di ammettere che abbiamo bisogno di mutare il nostro modo di agire e di pensare

6) Dal 7 all’11 novembre 2012 ha partecipato a “Paratissima”, l’evento di arte contemporanea che si tiene negli spazi di Artissima, nell’ex villaggio olimpico di Torino, con l’installazione multimediale “Origine Oscura in the Asylum of Infinite Becoming”. Come giudica l’esperienza? Che rapporto ha con l’Italia?
“Origine Oscura” incarna la femminilità perduta e la perdita di contatto con la natura. Per molti anni ho concentrato i miei studi su questo processo e quest’opera è la mia dichiarazione e testimonianza di denuncia del fatto che la nostra madre cosmica è stata depistata, così come è accaduto alle nostre anime: noi siamo spiriti cosmici bloccati da infinite paure e dal bisogno di nutrire un grande senso di inadeguatezza che in realtà non esiste. Per troppo tempo l’umanità ha avuto un’interpretazione polarizzata della donna, tra la vergine intoccabile e la peccatrice, e Origine Oscura per me rappresenta un primo passo per vendicare la sua identità. A causa della sua rabbia, dei sentimenti di abbandono, abuso e negligenza, Lei non è più pronta a donarsi, ma ha bisogno di consumare.
In Italia mi sono sentita a casa. “Paratissima” è stata la prima di spero molte altre esperienze che mi auguro mi legheranno a questo magico Paese, trovando, perché no, un gallerista che possa ospitare i miei lavori.

7) Anche in relazione alla sua esperienza familiare e biografica: che relazione si può instaurare fra il campo artistico e quello della Moda? E quali restano invece le differenze insuperabili fra i due ambiti?
Sono stata molto fortunata a essere nata in una famiglia così creativa, che mi ha dato lo spazio per scoprire la mia strada e mi ha incoraggiato a sviluppare la mia immaginazione. Credo che il dono più importante che mi abbiano fatto i miei genitori sia stato la capacità di crescere e imparare attraverso gli errori che si commettono. In questo modo i miei errori mi hanno sempre dato la forza di essere fedele a me stessa.
Sono cresciuta dentro e con la Moda. Il mio rapporto con essa si concretizza nel fatto che è sempre stata lì e mi ha sempre vestita, il che è una fortuna perché odio fare shopping. Per me, la differenza tra Arte e Moda è che quest’ultima è una cosa che viviamo tutti i giorni, mentre l’Arte è un mezzo per andare oltre la nostra vita quotidiana e forse anche andare oltre i nostri limiti di pensiero o di comportamento.



8) Progetti futuri?
Sono concentrata su nuovi lavori di cui vi terrò aggiornati al più presto. Per il momento preferisco non anticiparvi nulla!

Intervista a cura di Luca Siniscalco


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