Fuori cornice

Inside Out Project: quando l’arte incontra l’impegno civile

staff
14 novembre 2012

La storia di JR, lo street artist parigino che non ha mai rivelato il suo nome, comincia nel 2000 quando, appena diciassettenne, trova nel métro una macchina fotografica.
Passa così dai graffiti lasciati nottetempo camminando sui tetti di Parigi alle immagini scattate ai compagni graffittari, trasferendo il proprio interesse dall’affermazione di sé all’esistenza altrui.
JR conquista l’attenzione del pubblico sei anni dopo quando, durante la rivolta nella banlieue parigina di Clichy-sous-Bois, scende in strada “armato” di un obiettivo da 28 millimetri (usato per le distanze ravvicinate) e tappezza illegalmente il centro della capitale francese con le gigantografie dei protagonisti di quella protesta.
Il photograffeur, come ama definirsi, da quel momento si concentra sui problemi sociali diventando un art-tivist: da quel momento sarà la strada la sua galleria, il suo museo, il più grande del mondo.
Seguono i progetti “Face2Face”, sul confronto israeliano-palestinese, “Women are Heroes”, sulla condizione femminile, il “Kibera Project” nel più grande slum del Kenya, dove assieme a dieci volontari JR ricopre i tetti di lamiera con grandi fotografie, rendendoli così impermeabili.
Nel 2011 riceve il TED Price e in quell’occasione annuncia di voler finanziare con i soldi della vincita l’ “Inside Out Project”, da replicare su scala globale, con l’ambizioso intento di portare “il mondo-dentro fuori”. In questi giorni l’esperimento tocca otto città italiane ed é a sostegno della campagna “L’Italia sono anch’io”, per i diritti di cittadinanza delle persone di origine straniera.
La tappa milanese utilizza lo spazio dell’Arena civica: se vi è capitato di passare da quelle parti e di vedere grandi ritratti fotografici esposti…beh, ora sapete di che si tratta.
Il consiglio: visitate il sito www.jr-art.net e guardate i due video di JR al TED Price.

Cristina Romanenghi

Da piccola sfogliava i libri d’arte del padre, da grande è riuscita nel difficile esercizio di far coincidere passione e professione diventando socia di una storica galleria milanese.