Sex

L’insostenibile disagio di essere single

Azzurra Bennet
14 marzo 2016

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Essere donna, si sa, è un lavoro. Nel corso dei secoli di strada, in salita, ne abbiamo dovuta percorrere: dal diritto di voto all’autodeterminazione, l’umanità in passato ha subito varie disgrazie e piaghe sociali al femminile. Ma c’è qualcosa che proprio non riusciamo a superare: il disagio personale più tragico oggi sembra essere la condizione di single.
Sì perché, nonostante noi donzelle sembriamo sempre pronte ad invocare la parità dei diritti, l’emancipazione, l’indipendenza e gli spogliarellisti dell’8 Marzo, non potete immaginare quante di noi in realtà si sentano parte accettata dalla società solo quando vivono in coppia. Il ruolo di persone singole sembra insomma non essere più contemplato come qualcosa di socialmente accettabile. Basta ascoltare molti dei discorsi che si fanno tra donne, così densi di sottointesi tristi e moccolosi sul fatto di non aver ancora trovato l’anima gemella.
Al che il dubbio sorge spontaneo: ma davvero nel XXI secolo, dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto per non essere più considerate semplicemente figlie, mogli, madri, alle dipendenze dei padri padroni, ci sono ancora ragazze che si sentono a disagio e incomplete senza qualcuno? Simone de Beauvoir si sta rivoltando nella tomba.

Studio Portrait

Bene inteso, non è che la coppia non sia un universo da esplorare, ricco, appagante e capace di renderci felici. E certo, c’è qualche situazione in cui, ad essere sincere, avere qualcuno accanto è decisamente preferibile.
Ad esempio…

Quando fuori nevica, piove, tira vento, insomma quando le condizioni atmosferiche avverse vi fanno venire voglia di arrotolarvi nelle coperte tipo kebab e fondervi le retine davanti alla vostra serie preferita. Ci fosse qualcuno, però, sarebbe meno deprimente.
Alle feste di compleanno, cene, pranzi e colazioni pieni di coppie e amici che convivono. Se poi ti raccontano di quanto sia stato difficile trovare una babysitter quella sera o ti delineano passo per passo come il marmocchio abbia coraggiosamente affrontato la fuoriuscita del suo primo dentino, avere qualcuno che ti trattiene dal suicidio-omicidio può essere utile.
Ai matrimoni: vedi sopra.
Al cinema, a teatro, alle mostre: ma perché è diventato così difficile trovare qualcuno che voglia godersi un paio d’ore di relax culturale?
Quando sei in giro con le amiche e bevi troppo: ah, che bello chiamare e avere un passaggio/posto letto pronto.
Durante San Valentino: scherzavo, non festeggio San Valentino.

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Non mi viene in mente altro, forse perché le situazioni in cui una persona possa sentirsi sola dovrebbero essere limitate. È vero che, in una realtà sociale dove la coppia e la famiglia tradizionale sono punti di riferimento, è facile sentire la mancanza di qualcuno, ma nessuno potrà togliervi la compagnia di voi stessi.
Del resto – mi sento un po’ Fabio Volo a dirlo, anzi, un post di Facebook  che quota Fabio Volo, sic! –  siamo noi, solo noi, le persone con cui dovremo convivere tutta la vita. Meglio forse allora cominciare a bastarsi e ad andare d’accordo, no?


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