Fitness & Wellness

Insulina: un fattore importante nella nostra dieta

Alessio Rinelli
26 novembre 2012

Questa settimana occhi puntati su un ormone proteico molto importante: l’insulina!
Questo ormone, tecnicamente protidico, cioè sostalziamente a base di aminoacidi, viene prodotto nel pancreas: è comunemente conosciuto come regolatore dei livelli di glucosio nel sangue, riducendo la glicemia mediante l’attivazione di diversi processi metabolici. In pratica questo ormone facilita il passaggio di glucosio e aminoacidi dal sangue alle cellule, stimolandone la proliferazione. All’interno di un regime alimentare corretto è necessario non avere sbalzi di insulina; come ben sappiamo, se una persona presenta una ridotta secrezione di questo ormone può accusare il diabete cronico, malattia seria: senza un normale funzionamento dell’insulina infatti il corpo accumula zuccheri. Più ingenerale un continuo sbalzo di Insulina facilita l’ingrassamento, soprattutto perché questa sostanza è secreta in maggiore quantità dopo un pasto.
Ma non solo: la glicemia elevata fa danni un pò in tutto il corpo, a livelli gravi rallenta le capacità del cervello e danneggia il sistema riproduttivo.
I nutrienti che influenzano di più l’insulina, neanche a dirlo, sono i carboidrati: attenzione però, questi ultimi non sono presenti solo nei cereali, quindi in pasta, pane, riso e simili, ma in grande quantità anche in frutta e verdura. Purtroppo, coi continui input mediatici che riceviamo ogni giorno, moltissime persone lo dimenticano oppure non lo sanno! I carboidrati dei prodotti che ci propinano in TV infatti, confezionati, pieni di conservanti e zuccheri aggiunti sono i più pericolosi per la salute.
Quando sai cosa fare non è difficile tornare tonici e magri e rimanerlo, quanto più resistere all’idea di pucciare i frollini nel latte la mattina, rinunciare QUASI sempre alla pizza, e scordarsi di pane confezionato e, ovviamente, di merendine. Per non parlare dei fast food. Tutte queste cose contengono i famigerati carboidrati ad alto indice glicemico.
Eh si, contare le calorie e stare attenti alle quantità ingerite è solo parte della fatica: i livelli glimemici e insulinici sono davvero fondamentali e ridurli vuol dire sacrificare le abitudini a consumare cibi socialmente “in voga” e favorire quelli “fai da te”: prodotti freschi, fatti in casa, cibi cotti al momento, piatti ricchi di fibre. Dire no alle ossessionanti pubblicità e alle grandi marche è difficile ma senz’altro, la scelta migliore verso un futuro ipoglicemico e salutare!

Alessio Rinelli

A cura di Francesco Parmeggiani