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Sport

Inter e Milan, stato di crisi

Riccardo Signori
4 aprile 2016
Mauro Icardi

Mauro Icardi

Non sanno più cosa inventarsi per stupire. Inter e Milan sono inesauribili nella verve del “non c’è limite al sempre peggio”. Si dice stato di crisi, ma forse è riduttivo. L’Inter non è più squadra, il Milan forse non lo è mai stata. L’Inter ha buttato al vento la possibilità di pensare ancora alla zona Champions, il Milan sta cercando di farsi buttare fuori anche dalla zona Uefa e di lasciarsi superare dal Sassuolo. Le basterà non battere la Juventus(!), dici poco, sabato prossimo per favorire il sorpasso della squadra di patron Squinzi che, comunque, nel suo piccolo, si farà male al cuore, avendolo intinto nel rossonero.
Dalla domenica bestiale alla domenica di bestialità, basta parlare di Milan e Inter per capire. Tutte e due in vantaggio grazie a calci di rigore (molto dubbio quello per i nerazzurri), poi entrambe a coglier margherite. E gli avversari a giocare, segnare, impegnarsi, dimostrare alla Milano calcistica che solo rabbia, determinazione, agonismo portano da qualche parte. Atalanta e Torino sono arrivate alla vittoria, Milan e Inter all’ennesima sconfitta devastante e colpevole. Sinisa Mihajlovic ha accusato la squadra di mancanza di attributi. Roberto Mancini si è arrabbiato per decisioni arbitrali (rigore ed espulsione di Nagatomo da pollice verso), ma come dimenticare l’incapacità a chiudere le partite e quel calcio da pensieri deboli, se non  vaghi?
Inter e Milan hanno perso 8 partite a testa, l’Inter addirittura 4 in casa. Talvolta i numeri fanno sentenza. Fra le prime sette squadre della classifica sono quelle che hanno subito più sconfitte. C’è bisogno di spiegare altro? Senza ricorrere ai misteri della tattica, di uomini impiegati male o che non rendono, di allenatori che non ci prendono con le scelte. La malattia del calcio di Milano risente di tutto un po’. E, in aggiunta, non dimenticate i problemi societari. Entrambe a caccia di soci che portino quattrini, entrambe con l’occhio rivolto alla ricchezza cinese. Il Milan ne ha fatto una “finanza novela” inseguendo le promesse di mister Bee. L’Inter sta lavorando sotto traccia. Il passivo della società di Erik Thoir è in aumento, Massimo Moratti vorrebbe evitare di immettere e perdere altri milioni con il suo 30 per cento.

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Carlos Bacca

Le due, per ora disastrate, milanesi hanno bisogno di acquistare qualche grande giocatore. La necessità calcistica si scontra con la caccia ai danari per tenere in piedi il bilancio. La Milano del calcio ha già passato momenti economicamente difficili, mai in modo così congiunto e senza vie d’uscita che non portino a sacrifici di ogni genere.  I giocatori che ti fanno cambiare faccia sono pochi, i giovani di talento costano. Eppure Milano non può arrendersi al misero cabotaggio di questa stagione che doveva riportarla nella zona Champions ed, invece, sarà ancora da bollino rosso.
I conti per la spesa portano ancora a spendere centinaia di milioni con una differenza: l’Inter deve soltanto completare l’opera iniziata nella passata campagna acquisti, il Milan dovrebbe ricostruire tutto il palazzo tenendosi solo due-tre strutture portanti (Donnarumma, Romagnoli, Bonaventura). L’Inter può contare su un centravanti (Mauro Icardi) che vale sia che giochi sia che venga messo in vendita per fare ricavi. Il Milan possiede un centravanti (Carlos Bacca) troppo intermittente, sono partite che vaga come un fantasma, ed anche se fosse messo in vendita non riporterebbe in cassa i danari spesi per acquistarlo.
Ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli, però Milano ha fantasia. Anche nel far di peggio.


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