Woman

Intervista a Kat Florence: la signora delle gemme

Emanuela Beretta
11 febbraio 2017

Bella, raffinata, carismatica, attenta al dettaglio: questa è Kat Florence, giovane stilista alla guida della Maison di alta gioielleria che porta il suo nome. Ma Kat è anche una charity woman: attraverso la sua Fondazione ogni anno riesce ad aiutare centinaia di bambini in difficoltà. L’ultima sua missione la vede impegnata in Nepal, in collaborazione con Sarah Jessica Parker e Peter Lindbergh.  I suoi gioielli sono il sogno di ogni donna  che diviene realtà, il suo cuore e la sua generosità sono un dono tangibile destinato a tutti.

Lei ha avuto una carriera piuttosto eclettica, come è approdata alla gioielleria?
Per dieci anni ho diretto una prestigiosa scuola di Bangkok, poi sono approdata alla gioielleria. Tutto è avvenuto  quasi per caso, anche se il luogo dove mi trovavo ha di certo influito sulle mie scelte: forse non tutti sanno che la capitale thailandese è un importante nodo commerciale per le pietre preziose, in particolare zaffiri e rubini. Inoltre il mio socio si occupa di gemmologia da oltre 30 anni, lui mi ha fatto scoprire questo mondo.

Come nasce la sua creatività?
È stata una passione inaspettata! Mi sono lasciata conquistare dal fascino delle opali australiane, degli smeraldi colombiani e di tante altre pietre preziose. A scuola mi dedicavo alla scultura e alla pittura, ma da quando ho scoperto la gioielleria ho potuto sviluppare appieno la mia creatività. Ho capito che quella era la mia strada: ho abbandonato l’insegnamento e deciso di investire il mio denaro per essere la protagonista di una nuova storia.

Nel gioiello si sente dunque libera di esprimersi?
Il gioiello è come una cornice da riempire: deve contenere una gemma capace di riflettere la personalità di chi lo indossa. Ed è la gemma che mi ispira: il mio obbiettivo è esaltarne tutta la bellezza e le potenzialità. È come un dialogo invisibile, tra me, la mia creazione e la donna che la indosserà: creare qualcosa che qualcuno porterà con sé, un gioiello per tutta la vita, è un emozione indescrivibile.

Qualcosa di unico, dunque?
Esattamente! I gioielli sono una parte di noi che enfatizza la nostra personalità, non solo l’estetica. Per questo voglio che le mie creazioni siano esclusive, speciali, autentiche: per far sentire unico chi le possiede. Penso a mia nonna che aveva un gioiello con un rubino, lo indossava ogni mattina e quello le bastava per sentirsi perfetta tutto il giorno.

Quello della gemmologia è un settore molto maschile, come ha fatto ad inserirsi?
Non so se sia perchè sono una donna o per via del mio background nell’ambito scolastico: quello che ho compreso in questi anni è quanto siano importanti le relazioni e l’essere focalizzati su un  progetto. Per poter imparare bisogna fare esperienza ed è fondamentale avere qualcuno che possa trasmettere il proprio sapere, qualcuno da cui imparare. È grazie al confronto che ho portato avanti in questi ultimi anni che oggi riesco a riconoscere una gemma, capisco il valore di un certo tipo di lavorazioni e io stessa sono in grado di cesellare. Per un anno ho frequentato tutti i giorni il laboratorio di un grande artista austriaco: a lui devo molto, è così che ho imparato il mio lavoro. Ovviamente al giorno d’oggi anche la tecnologia ha un ruolo di primo piano, ma il valore dell’artigianalità è unico.

È per questo che si trova in Italia?
Anche! Gli italiani sono creativi, amano la bellezza, apprezzano la gioielleria e l’artigianalità. Ecco perchè l’Italia è un mercato importante, ma non solo: abbiamo un laboratorio a Roma con quattro artigiani che intagliano e cercano il taglio più idoneo alle pietre rare che passano nelle loro mani. Poi abbiamo un laboratorio di quindici persone a Bangkok supervisionato da una direttrice molto capace con cui condivido quotidianamente ogni decisione. Ogni cosa viene fatta sotto la mia costante supervisione perchè amo la perfezione e perchè nella  gioielleria non puoi permetterti errori.

Che cosa deve avere una pietra per conquistarla?
Viaggio spesso in diversi Paesi, soprattutto la Tanzania e il Brasile, che al momento mi offrono gemme bellissime e già tagliate, ma soprattutto mi permettono di avere la Tormalina Paraiba e gli zaffiri, che attualmente  sono le più richieste. Altre volte invece acquistiamo delle pietre grezze che poi vengono lavorate e cesellate con estrema cura. Per la mia clientela esigo  qualità e  purezza delle gemme.

È un processo molto difficile…
Sì, lo è, ma tutto dipende dalla rarità della pietra. Una volta, ad esempio abbiamo acquistato una gemma da 523 carati: abbiamo impiegato 6 mesi per tagliarla, ogni giorno un tocco delicato per non rovinarla, ma alla fine abbiamo ottenuto un brillante meraviglioso da 420 carati, che lo scorso giugno è stato venduto dalla mia Fondazione per fini benefici, insieme alla Flawless Diamonds Collection creata in collaborazione con Sarah Jessica Parker. Questo è un grande progetto che mi sta molto a cuore: il ricavato è stato devoluto  a “A Drop of Life”, organizzazione no-profit che si sta occupando di ricostruire una scuola elementare per 400 bambini a Pokhara, in Nepal, distrutta dai devastanti terremoti del 2015.

Come è nata la collaborazione con Sarah Jessica Parker?
Direi che si tratta di affinità elettive. Abbiamo deciso di creare i 120 pezzi della Flawless Diamonds Collection con diamanti di grado D, quello riservato alle pietre più ricercate al mondo. Sono meravigliosi: puri, trasparenti, senza imperfezioni. Ho scelto il diamante perchè è capace di enfatizzare la personalità del singolo e quindi le diversità di ogni donna. Un dono perfetto ora che si avvicina San Valentino, soprattutto se si scelgono i pezzi icona di Opulence. E Sarah mi sembrava perfetta per questo progetto: è femminile, forte, intraprendente. Grazie agli scatti di Peter Lindbergh, poi, siamo riusciti a catturare appieno l’anima della collezione. È stata un’esperienza bellissima lavorare con loro.

Per il primo anno la sua azienda ha fatturato 2 milioni di dollari, è arrivata al turnover di 8 milioni già  al secondo anno: un bel risultato…
Sono molto soddisfatta. Lo scorso novembre abbiamo inaugurato sia il nostro e-commerce, che propone gioielli da 1.000 a 20.000 euro, sia una boutique a Mayfair a Londra. La mia intenzione è quella di dare la possibilità ai clienti di scoprirci online, ma anche di conoscerci nella nostra boutique per toccare con mano i nostri prodotti e scegliere il gioiello che più li rappresenti. Un pezzo unico, raro, capace di accompagnarli per tutta la vita.


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