Motori

Io e Mini. Storia di un amore

Claudia Alongi
20 marzo 2014

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Un vecchissimo detto recita “il primo amore non si scorda mai”. Eh già… proprio così, ma qui oggi, non parliamo di amore per l’altro sesso o per lo stesso. Parliamo dell’amore per Lei, dove con “Lei” intendiamo la nostra adorata e venerata… prima automobile.

Qualche tempo fa un sondaggio rivelò che le persone tendono a ricordare più facilmente la loro prima vettura che la persona con cui si sono scambiate il primo bacio o per cui hanno perso la testa.

Dal canto mio, sono passati solo (di già?) sette anni dalla conquista dell’agognata patente e seppur le tanto temute rughe cominciano ad appropinquarsi e i dieci decimi hanno mosso ritirata già da un bel pezzo (no dai, non esageriamo), lo spirito è rimasto pressoché intatto così come quell’amore appassionato, per la tanto sospirata e indimenticata prima auto. La mia “Lei” era una bella Mini One D, una signorina di seconda mano con tutte le carte in regola per entrare a pieno diritto nella mia storia e, a pensarci bene, un alone mitologico avvolge i ricordi in cui Lei è co-protagonista.

Mi ha fatto compagnia nelle scorrazzate giovanili con le amiche, si è fatta teatro di tutta una serie di aneddoti più o meno grotteschi, ha custodito chiacchiere e risate, per una che era incessantemente dedita all’arte dell’autostop e del passaggio “a scrocco” (a discapito del genitore e/o amico di turno) era il simbolo dell’”indipendenza”. E poi ancora, abituata com’ero a bighellonare sotto le intemperie con il cinquantino (certa di aver appena guadagnato un biglietto solo andata per influenzaland) mi ha fatto dono, come solo un’auto sa fare, in quattro e quattr’otto di refrigerio nelle giornate più afose e di tepore in quelle più rigide, mi ha offerto un tettuccio sotto cui sbaciucchiare il mio Lui via dagli occhi indiscreti. Con Lei ho capito che la quinta oltre che una taglia di reggiseno è anche una marcia e che sì, si può usare.

Con Lei ho imparato a guidare, ma soprattutto ho imparato ad amare le auto.
Perché checché ne dicano gli uomini anche le donne sanno essere delle inguaribili romantiche in fatto di 4 ruote e (talvolta) sanno guidarle anche meglio.

Dati alla mano e messa da parte tutta una serie di luoghi comuni duri a morire sulla serie “no woman, no drive”, sembra proprio che le donne abbiano una minore predisposizione ad adottare comportamenti scorretti alla guida rispetto ai maschietti. E anzi, mi convinco sempre più che “se e quando” una donna commette un errore alla guida nel 98% dei casi è perché ha un maschio come passeggero, novello e improvvisato istruttore di guida che distrae la conducente con tutta una serie di frecciatine sul genere “cos’è ti danno un premio se prendi tutte le buche?” o “rallenta che ci tengo alla mia vita” o ancora “accelera che di ‘sto passo se vai un po’ più piano torniamo indietro nel tempo”, eccetera, eccetera. Sfido io a mantenere la calma!

Ma torniamo a Lei. Oggi, fosse per me, se qualcuno (in un impulso di rara e sconfinata generosità) mi dicesse “ho proprio il grande desiderio di regalarti un’autovettura, scegli quella che vuoi nella gallery di automobile.it”, non avrei esitazione alcuna: sceglierei sempre e solo Lei. E per quanti stanno morendo dalla curiosità per l’oggetto di cotanto amore eccone una diapositiva:

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A tal proposito, davvero ci si rifà gli occhi nella gallery di automobile.it. Un vero e proprio vaso di Pandora in cui una miriade di venditori privati o concessionari possono vendere o cercare migliaia e migliaia di veicoli tra quelli più adatti alle proprie necessità. E, riguardando quell’infinità di Mini, sono giunta a una conclusione: quasi, quasi, me la ricompro.

Claudia Alongi


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