Destinazioni

Islanda magnetica

Carla Diamanti
2 novembre 2017

Sono le cinque del mattino. Io sono sveglia, e già da un pezzo. Sarà questa luce che non si arrende davanti alla notte, che si prende ogni frazione del suo tempo contato, che si intrufola fra le tende e sotto le porte, che attraversa le palpebre chiuse per caricarmi di energia e di adrenalina. Difficile dormire quando il giorno è infinito, quando il buio è assente, quando il silenzio è perfetto e la natura magnetica. Come posso rimanere a letto mentre l’aria fredda, fuori, mi chiama e mi invita a muovere i primi passi della giornata in silenzio, da sola, mentre le rare altre persone con cui condivido questo luogo stanno (forse) ancora dormendo?

Così mi alzo in punta di piedi, mi copro ed esco. Fuori il verde è totalizzante. Lo interrompe solo la grigia striscia di asfalto che passa davanti alla casa di legno rossa in cui ho trascorso la notte. Di qua e di là della strada, oltre alla mia casa di legno rossa, non c’è nulla. Cammino su questo nastro che sembra infinito e mi riempio di natura, della sua aria, della luce che vince su tutto ancora per un mese o poco più.

Poi l’Islanda e le altre terre del nord torneranno nelle spire della notte, ora spessa, ora più trasparente, ma sempre fredda e interminabile. Si perderanno i riflessi di questo verde morbido, del giallo che circonda le pozze di fango che ribolliscono quasi come in un inferno immaginario. Sarà difficile scorgere gli sbuffi impetuosi e maestosi dei geysers che all’improvviso si sprigionano dalla terra. Le possenti cascate si indovineranno soltanto per il boato delle acque, che neppure la notte riesce a soffocare. Spariranno i becchi rossi dei pulcinella di mare aggrappati alle scogliere del sud, i dorsi lucidi delle balene che si disegnano come onde rigide tra quelle inconsistenti del mare. Impossibile vedere il triangolo delle loro code, il turchese dei ghiacci, il marrone della terra, il rosa dei fiori di erica. Tra poche settimane il buio assorbirà ogni colore, il freddo farà fumare i comignoli, il silenzio diventerà ancora più estremo. Il freddo impedirà di passeggiare e respirare e godere del momento, come faccio io adesso. Impossibile ricordare il nome di questo luogo perso nel nulla, che ogni anno con la bella stagione si veste a nuovo per i turisti di passaggio prima di svuotarsi durante i mesi invernali. Non importa quale sia il nome di questo luogo circondato dal verde, collegato al mondo da una striscia di asfalto grigio. Qui lascio una parte dei miei pensieri, qui ho fatto il pieno di energia camminando, respirando, godendo di un infinito momento di solitudine e silenzio.

 

 


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