Letteratura

Ispirati dal Caucaso

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13 gennaio 2013

Un’ampia lingua di terra che si affaccia su “due grandi laghi salati”, il Mar Caspio e il Mar Nero, cullata dalle terre che hanno segnato la cultura, europea e non. Il Caucaso è, anche per questo, una regione che racchiude in sé il prestigio di una tradizione millenaria e le influenze letterarie portate dal vento della grande Russia di Puskin e dei suoi successori.
Oggi il Caucaso è composto da tre grandi nazioni: Georgia, Armenia e Azerbaijan, più altri piccoli stati ancora appartenenti alla federazione russa, seppur con lo status di Repubbliche Autonome.
La cultura letteraria caucasica affonda le sue radici nei grandi poemi medievali e rinascimentali; in particolare, è la Georgia a rappresentare l’asse portante della cultura scritta di questa area geografica. Nell’Alto Medioevo, la letteratura georgiana propone le opere agiografiche e innografiche legate al culto cristiano; ma sarà con Shota Rustaveli, il sommo poeta, che la letteratura georgiana, in epoca rinascimentale, otterrà maggior prestigio.
Ritornando alle influenze sul mondo letterario russo, è importante sottolineare quanto questa regione abbia da sempre attratto e ispirato gli scrittori e i creativi di tutto il continente.
Per i russi, la vicinanza territoriale è sempre stata proporzionale alla lontananza culturale. Per molti, questi popoli “selvaggi” rappresentarono una materia di studio affascinante e repulsiva al tempo stesso – e qui è impossibile non citare “Il prigioniero del Caucaso” di Tolstoj.
Oggi la letteratura caucasica sembra essere rimasta ferma, intrappolata nella costante ricerca di un’identità culturale che, dopo l’indipendenza, fatica a ricomporsi omogeneamente.
Una terra ricca di tradizione e di risorse che oggi sembra essere una casella vuota, un affluente prosciugato verso il mare della Weltliteratur.

Alessandro Giuliano


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