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Italia a trepunte per Rio: Tamberi, Pellegrini, Paltrinieri

Riccardo Signori
21 marzo 2016

tamberi_portland

Un salto osceno ti cambia la vita. Un’idea da spot che Gianmarco Tamberi ha trasformato in unamedaglia d’oro, ma soprattutto nel titolo di campione del mondo. Campione delmondo del salto in alto indoor. L’universo angosciato (doping e scarsa qualità)dell’atletica italiana rimette le ali, come il suo uomo di punta quando si ètrattato di superare i m.2,36 al primo colpo. In quell’attimo il ragazzo dell’”half

shave”, con quella barba a metà che fa identità, ha spiccatoil volo verso il podio ed affossato le speranze degli avversari. Rullio ditamburi, stelline che luccicano nel cielo per l’atletica nostra che non vedevaun campione del mondo dal 2003: oro di GiuseppeGibilisco nell’asta, ai mondiali all’aperto di Parigi.

 Un dolce inno di Mameliper un ragazzo di 23 anni che, nel cuore dell’Oregonconvention center di Portland, ha fatto il segno delle ali in volo ed hamarchiato il suo modo naif di vivere l’atletica con la concretezza delcampione. Il salto definito osceno dall’interessato, ma che gli ha fattoscattare la molla, misurava m.2,33: dopo due errori, Tamberi ha pescato il guizzodella salvezza. ”E scatenato adrenalina e cattiveria per farmi vincere”, haraccontato. Gli era già accaduto a m.2,29. Passati gli attimi di panico, sonoarrivati i momenti dell’esaltazione: 2,36 da solo mentre gli ultimi avversari(ilbritannico Robert Grabarz e lostatunitense Erik Kynard) sono finitinei sacchi. A quel punto l’Italia si è ritrovata con un finanziere campione delmondo e pronto a provare i m.2,40: sfida persa, nei tre tentativi, solo per unnonnulla.

 Sarà per la prossimaoccasione, oggi contano l’oro, il titolo, la definitiva consacrazione in unastagione indoor che ha lanciato “Gimbo” Tamberi nelle stelle e fra le stelle. Primo pensiero l’olimpiade di Rio. L’Italia risolleva la testa e le speranze nellediscipline individuali (atletica e nuoto) fra le più amate.

 Attacco a tre punte: Tamberi,figlio unico nel credo dell’atletica, FedericaPellegrini e Gregorio Paltrinieria condurre la tribù del nuoto. Questa è l’Italia ricca di talento e con gentedalla testa dura. Senza dimenticare i campioni della scherma. Federica, nel meetingdi Milano, organizzato dalla Nuotatori milanesi nell’ultimo week end, hasfoderato un 200 stile libero con tempo da farle luccicare gli occhi esorprendere gli intenditori. Greg Paltrinieri, quasi senza accorgersene, hanuotato i 1500 stile libero in un tempo vicino al suo record europeo realizzatoai mondiali di Kazan, l’anno scorso.”Semi fossi accorto di andare così forte, ci avrei dato dentro. Vorrà dire che orapunterò direttamente al record del mondo” ha spiegato Greg, senza bluffare. Nonfa lo smargiasso: semplice, lineare, deciso come nelle sue bracciate. Ventunoanni vissuti meravigliosamente, gli ultimi tre a scalare il mondo che conta nelnuoto.

Il week end ci ha riportato all’azzurro belle speranze: le trepunte fanno sul serio. Magari scherzano per nascondere il pensiero, evitano gliocchi della curiosità, sorprendono anche se stessi ma hanno in testa unobbiettivo preciso. Federica Pellegrini attende, con la determinazione deiforti, la sua ultima Olimpiade emagari l’ultimo podio. Probabilmente sarà la portabandiera nella sfilata inaugurale. Verrà deciso il 27 aprile: il giorno del compleanno di suo papà. Sarebbe un belregalo. Paltrinieri, dopo essere diventato campione del mondo dei 1500 sl,cerca il titolo olimpico. E Tamberi, che forse avrà vita più dura di Greg, sognaad occhi aperti. “Perché non mi piace arrivare secondo”.

 Italia dei numeri unoche fa rima con numeri primi.


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