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Italia e Conte tra brio e brividi

Riccardo Signori
25 marzo 2016

CONTE-1

Per ora il ct a tempo determinato non ha fatto danni. L’Italia dei giovani ha giocato con brio contro la Spagna, Antonio Conte ha scarabocchiato qualche scelta incomprensibile nel disegno difensivo, ma il pareggio ottenuto a Udine va nel segno dell’ottimismo e non del pessimismo. Gli europei sono quasi alle porte, giugno si avvicina, martedì l’ultima partita di prova contro la Germania, poi tutti verso la Francia e le sue incognite: calcistiche e di altro tipo. L’Uefa ha garantito che non ci saranno incontri a porte chiuse, l’emergenza sicurezza sarà totale, forse sarebbe meglio qualche partita a porte chiuse e qualche rischio in meno.
Invece il caso calcistico italiano dice che le annunciate dimissioni di Conte non hanno ancora portato scompensi emotivi ai nostri fragili calciatori. L’abitudine italica ne fa uno degli alibi adottati per nascondere qualche brutta figura. Altrove, ct e tecnici vanno e vengono eppure i successi non mancano. Questa Italia giovane con brio ha chiuso in pareggio una partita che poteva vincere. La tradizione contro la Spagna è da pollice verso ormai decennale, dunque non c’è da stupirsi.  E la Spagna non è quella dell’ultimo fantastico ciclo di successi. Squadra con nomi che fanno garanzia ma ancora un po’ acerba, magari distratta e in rodaggio.
La nazionale di Conte, invece, sta prendendo forma come squadra: grande impegno, voglia di dimostrare qualità, feroce nel contropiede, non sempre perfetta nella fase difensiva, qualche volta imprecisa in attacco. Però si sono visti punti fermi per il gruppo che verrà annunciato a maggio. Intanto il calcio francese ha lucidato per bene le qualità di Thiago Motta, tornato in azzurro molto più padrone della situazione, ormai quasi indispensabile in assenza di Pirlo e Verratti. Verratti sarà all’europeo, Pirlo non si sa. Ugualmente incoraggianti le prove di Lorenzo Insigne, che ha aggiunto anche un bel gol e un altro ne ha mancato, Zaza e Pellè che non sono grandi punte ma almeno lottano. Incoraggiante, fin al limite del pensarlo già fra i titolari, l’esordio di Federico Bernardeschi, il nuovo putto di Firenze, città calcistica che non aveva più da lucidarsi gli occhi dai tempi di Giancarlo Antognoni e Rui Costa.

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Visto così il gruppo della gioventù con brio è quasi completo, senza dimenticare che El Shaarawy potrebbe giocare contro la Germania, Soriano e Jorginho pure.  Parolo, Marchisio, Verratti e Thiago Motta sono le certezze del centrocampo.
Ecco delineata un’Italia che nel primo tempo della partita con la Spagna ha segnalato l’involuzione di Eder, rovinato dal passaggio all’Inter: il gol è diventato una chimera. Potrebbe costargli caro anche in chiave azzurra, almeno una retrocessione in panchina.
Poi Conte dovrà rispolverare la miglior forma di Gigi Buffon in difesa e la bravura della vecchia Italia. Posto d’onore al corazziere di garanzia: Andrea Barzagli. E con lui Chiellini e Bonucci. Sugli altri non c’è da fare gran affidamento. Lo ha detto anche quest’ultima amichevole dove errori ed omissioni hanno creato brividi, l’incapacità di evitare guai dai calci piazzati degli avversari ha rovinato l’idea di un successo.
Sarebbe importante che, agli errori dei difensori, non si aggiungessero quelli del ct nelle valutazioni. Qualcuna se ne intravede già. C’è ancora un mese per rimediare.


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