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Italia e Islanda in gol: quanti puntini sulle “I”

Riccardo Signori
28 giugno 2016
Pellè

Pellè

Dici Italia ma ti viene in mente anche Islanda. L’Inghilterra da un Brexit all’altro, l’Italia da un 2-0 all’altro (Belgio e Spagna) nei momenti che contano. Italia e Islanda hanno davvero messo i puntini sulle “I” in questo europeo. Che poi si dica: Inimmaginabile (l’Islanda che vince) o Incontenibile(Conte e la sua squadra) ed entrambe abbiano sconfitto una stato di Inferiorità, fa solo parte della storia di una partita di calcio e dell’ambizione di essere Irripetibile.

Volevate sapere quanto valevano alcune fra le favorite dell’Europeo? Pellè ha chiuso la bocca a tutti, il resto della squadra ha provveduto a sgretolare muri, tradizione (Spagna) e narcisismi (Belgio). L’Islanda, invece, ha spiegato che gli inglesi avranno inventato il calcio, ma non sanno giocare i tornei internazionali: ennesima frittata, stavolta in perfetta sintonia con il voto delle urne. Via dall’Europa che conta, forse nessuno aveva spiegato ai giocatori di Roy Hodgson che l’Islanda andava battuta per arrivare ai quarti. Questi inglesi sono fantastici: prima votano, poi in tanti si pentono. Qui giocano ma dimenticano che conta segnare e fare risultato, e non giocare con il superiority complex.

Islanda e Italia hanno raccontato la miglior storia dell’Europeo: umiltà, grinta e determinazione sono armi del potere. Nel pallone. Altrove non si sa. L’intera formazione dell’Islanda vale in milioni quanto il cartellino di Wayne Rooney: 45 milioni di euro. Sarà mai possibile pensare che il calcio rifili simili patacche per tutta una stagione? La Premier League è il campionato più affascinante, eppoi eccoli tutti a faccia in giù. L’Europeo ha regalato una sentenza. E una speranza: al calcio italiano. Non c’è nazionale, tranne la Germania, che abbia mostrato di essere ad alto livello nel senso pieno del termine. Finora si sono viste una serie di Incompiute. La Germania è meno incompiuta di altre, l’Italia ha saputo ben rimediare ai suoi limiti. Troppi trombettieri ad elogiare il lavoro di Antonio Conte quando ,invece, conta vedere il lavoro dei giocatori in campo, la determinazione ed efficacia. Pellè non sarà Pelè ma infila sempre il gol del ko. Giaccherini è diventato determinante pur fuori ruolo (il demerito va a Conte) eppure sa essere leader, l’uomo che sbuca a triturar le difese. Stavolta è stato decisivo nel guizzo che ha sgonfiato il portiere della Spagna e permesso a Chiellini il colpo del giaguaro.

Chiellini

Chiellini

Ripassando questa Italia vediamo tutti i suoi puntini sulle “i”: la forza della difesa (Buffon ancora una volta determinante), gli affanni del centrocampo sostenuto però da uomini di buona volontà, il gioco necessario sulle ali che avrebbe bisogno di Candreva e la lenta ma inesorabile rivalutazione degli attaccanti.

Italia bella: non sarà mai una squadra compiuta, ma è una squadra. Insieme all’Islanda ha mandato l’umiltà al potere. Belgio e Spagna sono state inferiori alla loro valutazione internazionale, l’Italia è stata lo spauracchio di sempre per tutti.

I tedeschi, che pur sono più forti, cominciano già a sentire i campanellini nella testa. Dice la tradizione che nei grandi tornei l’Italia è una bestia nera. Se lo fosse anche stavolta che i tedeschi sono campioni del mondo, hanno un bel gruppo di calciatori, alcuni al di sopra della media (Draxler,Thomas Muller, Ozil e perfino il Boateng più vero, che non è quello del Milan) e che meritano i favori fino alla finale, se non ce la facessero stavolta dovrebbero scappare Inorriditi (ricominciamo con i puntini sulla “i”).

Fino ad ora la Germania ha affrontato l’Italia in otto tornei e mai ha vinto. In quattro occasioni la sconfitta si è accompagnata agli incubi: Città del Messico 1970 (coppa del mondo, la partita da epopea), Madrid 1982 (finale mondiale vinta dall’Italia), Dortmund 2006 (il gran dispetto al quale seguì un altri mondiale per l’Italia), Varsavia 2012 (l’Europeo della grande delusione tedesca).

Oggi la Germania è campione del mondo e sembra indubitabilmente più forte. Ma fino a sabato tutti i tedeschi avranno i crampi allo stomaco. Gli italiani i crampi della fame e della fama, che molti azzurri non si sono ancora goduti.


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