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Italia e Spagna: ecco top e flop

Riccardo Signori
23 giugno 2016
Antonio Candreva

Antonio Candreva

Partono alla pari, da una sconfitta. Ma non è una ragione per essere ottimisti, anzi. A parità di rabbia, la Spagna ci potrà mettere anche la qualità, l’Italia solo gran correre. Eppoi: la Spagna è stata sconfitta dalla Croazia, in questo momento una delle migliori squadre (forse la migliore) dell’Europeo, l’Italia si è fatta ripassare dall’Irlanda, cuore, coraggio e calcio da corrida. Eppure giocarsi gli ottavi (lunedì ore 18) contro la Spagna rischia di essere meno difficile e dannoso che affrontare la Croazia in questo stato di forma fisica e mentale. Certo, tutto dipende da come si svegliano alla mattina i croati: se la testa si riconnette subito sono dolori per chiunque.

Quindi gustiamoci Italia-Spagna, per ora pensando a top e flop. Partiamo da un pedigrèe che la Spagna ha notevolmente arricchito negli ultimi anni, campione del mondo e titoli europei. Proprio contro l’Italia, guidata da Donadoni, le cosiddette Furie Rosse presero il volo, e invece gli azzurri cominciarono a inabissare le loro velleità. Oggi sia Spagna sia Italia sono reduci da una delle peggiori figuracce mondiali: Brasile 2014. Neppure il calcio si volesse divertire a infilare un altro spillone nelle carni.

Partendo dalla testa noi abbiamo il top, Gigi Buffon, loro si nutrono del flop di David de Gea, portiere del Manchester United, per ora disastroso nella porta che fu di Casillas, con qualche problema fuori campo (il pedopornografo suo amico finito in carcere), mentre in campo sono stati dolori veri contro la Croazia. Parte della sconfitta è merito suo, Del Bosque il ct spagnolo non lo manderà in panchina ma ce ne sarebbero tutti i motivi.

Invece l’Italia si nutre della leadership di Buffon e, magari, delle sua esperienza nel guidare la difesa, visto quel paio di svarioni tra difensori(Bonucci) e portiere(Sirigu) che hanno permesso agli irlandesi prima di sognare poi di segnare.

Tornando ai top, la Spagna ci risponde con Don Andres Iniesta, il maestro di cerimonia di qualunque centrocampo al mondo, pallone d’oro ad honorem, insieme a Buffon l’unico vero giocatore a livello mondiale di questa partita. Altri potranno esserlo nel tempo (Morata), altri sono stati campioni del mondo (Buffon, Barzagli e De Rossi per l’Italia, molti di più gli spagnoli del 2010), ma Iniesta nonostante gli anni che passano rimane l’eccellenza: uno dei cinque grandi centrocampisti di questo europeo. Ed anche se vien frenato da qualche appannamento il suo calcio è qualità.

Lorenzo Insigne

Lorenzo Insigne

Non altrettanto si può dire del centrocampo d’Italia: in versione uno(vedi Belgio) o due(vedi Irlanda) domina la quantità e non certo la qualità. Centrocampo flop: Thiago Motta è un palo nemmeno ben illuminante, Florenzi non può fare la mezzala e Conte deve avere le allucinazioni, gli altri sono corridori da seconda scelta: Giaccherini uomo di fascia più che mezzala, Parolo ragazzo di buona volontà, Bernardeschi ha fallito la prima prova contro l’Irlanda, Sturaro raccoglitor di legna.

Top per l’Italia l’uomo di fascia individuato in Antonio Candreva, che ci riporta al vecchio stile delle ali italiane: ovvero dribbling e corsa, con qualche movimento a devastare le difese avversarie.

Flop della Spagna l’assetto difensivo che i croati hanno rischiato di bucare più di quanto dica il risultato. Non solo il portiere con riflessi tardivi, ma anche la gestione centrale dell’area.

Top per la Spagna le speranze riposte nel piede di Alvaro Morata, il matador che la Juve ha sgrezzato e ora il Real si godrà, foss’anche nel rivenderlo a qualche grande club.

Top per l’Italia l’assetto dei quattro difensori juventini che nonostante qualche cartellino e qualche fallo di troppo (Bonucci ha rischiato anche contro l’Irlanda) conoscono bene il ragazzotto cresciuto alla loro scuola: Morata ha studiato i limiti dei suoi ex compagni, ma portiere e trio difensivo tante volte gli hanno spiegato, in allenamento, che la vita è dura.

Flop della Spagna il resto dell’attacco, un po’ morbidoso. Pedro si è lamentato delle sue panchine ma Del Bosque non ha ascoltato. Nolito è la spalla di Morata, appunto spalla.

L’ultimo top azzurro è il più snobbato: Conte non sa cosa farsene di Insigne e il napoletano gli ha spiegato qualcosa nei venti minuti giocati contro gli irlandesi. Meglio lui di Immobile (flop), poi bisognerà affidarsi a Pellè e Zaza, che non sono ancora flop, ma non saranno mai top.

A proposito: Del Bosque, ct della Spagna, è un top per tutto quanto ha vinto. Forse un po’ meno dopo lo svarione in Brasile. Conte rischia di diventare un flop, se l’Italia uscirà contro la Spagna: questa Spagna, non quella formidabile  di qualche anno fa.


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