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Italia: le papere della Juve, Verratti e gioventù bruciata

Riccardo Signori
10 ottobre 2016
Federico Bernardeschi

Federico Bernardeschi

In nazionale non riconosci più il campionato. O peggio: la nazionale ti spiega il campionato. Vedi la difesa della Juve inanellare papere e distrazioni. Non è la prima volta, nella nuova stagione, che la retroguardia bianconera innestata in azzurro lascia qualche traccia di vecchiaia, di sbadataggine , di ferro arrugginito.
Ma poi cerchi la “meglio gioventù” ed è peggio. Scopri che Bernardeschi, di nome Federico ultimo putto fiorentino, toppa con facilità e Verratti, chissà perché, gioca bene solo quando è in Francia. Romagnoli alterna muro difensivo a gruviera. De Sciglio è tornato quello del peggior Milan. Andrea Belotti, goleador di razza bravo e sfacciato,va a miccia corta: dopo un po’ si spegne. Non  sarà gioventù bruciata, ma le ultime partite dell’Italia hanno lasciato bruciacchiature. Senza parlare degli errori di un ct, che avrà lunga esperienza ma sembra perdersi come un bambino ogni volta che deve mandare in campo la squadra.
L’Italia di Giampiero Ventura è ancora un’avventura, non proprio una disavventura visti i punti conquistati, che poi sono il succo di queste qualificazioni per i mondiali in Russia. Sembra ridotto al minimo il rischio di non acchiappare un secondo posto che permetterà di sperare fino in fondo(ci sarà un ulteriore turno per le seconde), ma pasticci e papere rilanciano l’idea che il nostro calcio azzurro non sia proprio solido, se non affidabile.
Contro la Macedonia ci ha salvato l’usato sicuro di Candreva e Ciro Immobile. E se il primo non stupisce, sorprende invece il secondo in questa sua rinascita, legata alla Lazio e alla vicinanza di Ventura con il quale il centravanti ha trovato la  miglior stagione al Torino. Ma proprio il ricordo del Torino di Immobile, Cerci e Ventura racconta le difficoltà del ct, abituato a lavorare a lungo e bene con una squadra durante gli allenamenti per raccogliere il lavoro della settimana. In nazionale tempi e  musica sono diversi, l’allenatore deve essere reattivo e capace di far giocare una squadra anche, e soltanto, con un paio di allenamenti sul campo: per un tipo di tecnico come Ventura non sarà facile.
Poi ci sono le stranezze: il commissario tecnico esibisce grinta dalla panchina, la squadra ogni tanto si perde, non affronta lo scontro con il piglio e la determinazione giusta. ”Inesperti e superficiali”, ha detto il ct al termine della faticaccia contro i macedoni. Macedonia, ovvero squadra numero 146 del ranking mondiale!  Analisi secca e competente, che ci riporta ai limiti dei nostri giocatori. Se Verratti spopola in Francia, perchè non dovrebbe essere altrettanto bravo in nazionale? Forse in Francia è più facile giocare. Forse serve la presenza di Thiago Motta accanto a lui. Forse Verratti è più da mezzala che da play maker, come richiesto in nazionale. Forse quello che dovrebbe essere il faro del futuro resta un mezzo giocatore, in quanto a personalità e capacità di far girare un centrocampo dove tutto funziona poco. Con due mezzali sbagliate al fianco, Bernardeschi e Bonaventura, è naufragato pure lui. Troppi forse per una speranza di successo.

Marco Verratti

Marco Verratti

Da qui capirete anche le difficoltà della difesa Juve: in bianconero è puntellata dalla forza del centrocampo. In azzurro questa forza non esiste. Bernardeschi provato come mezzala è stato un pianto, intriso di presunzione calcistica, come ha fatto intendere dalle dichiarazioni del dopo gara. Il giocatore della Fiorentina dovrebbe essere uno dei gioielli del futuro: qui è una delusione, non  ha avuto l’umiltà di fare il calcio che serviva. Nemmeno a Firenze sta rendendo secondo speranze.
Il caso Bernardeschi, il saliscendi di Romagnoli (una volta bene e un’altra male come è accaduto anche nel Milan), quel De Sciglio che i tecnici mettono sempre in campo ma non vale mai la scommessa, dicono che la gioventù del nostro campionato (si, magari qualcuno c’è ancora ma il ct non lo convoca), dicono che la gioventù azzurra deve rimboccarsi le maniche e crescere con puntiglio e determinazione. Sennò diventa davvero gioventù bruciata e sono guai per il futuro della nazionale.
Aggiungete che Buffon e Barzagli non dureranno ancora a lungo e Bonucci lasciato solo commette errori da asilo infantile del calcio, come si è visto con la Macedonia.
Il meglio vien dall’attacco dove il “gallo” Belotti non ha mancato il colpo da gol: centravanti vero sotto ogni punto di vista, peccato che talvolta si perda in raffinatezze e vada molle su palloni che meriterebbero miglior sorte.
La nazionale, in questa settimana di partite di qualificazione, è stata specchio sincero del nostro calcio: la Juve è forte ma non granitica, i giovani fanno sperare e spesso dannare. Abbiamo rimediato risultato in Macedonia con la cooperativa Candreva-Immobile, sennò sarebbe stata l’ennesima Corea. Non tanto per il gioco che importa ad Arrigo Sacchi( parla ancora come se tutti gi allenatori avessero a disposizione Van Basten, Gullit, Ancelotti, Baresi, Maldini e Tassotti) quanto per i risultati, che importano di più. Come sempre.


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