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Italia, troppi allenatori. Ora serve un ct: Ancelotti

Riccardo Signori
20 novembre 2017

Carlo Ancelotti

Il dilemma nazionale è quello di trovare un buon ct. Non buoni giocatori e nemmeno, figurarsi!, dirigenti che ci sappiano fare. Il tracollo contro la Svezia, l’eliminazione dai mondiali sarà un dramma nazionale che ci porteremo dietro almeno fino al prossimo autunno. Ci vedremo i mondiali degli altri, e magari ci divertiremo, e nel frattempo continueremo le dispute di paese e di bottega sulle squadre nostre.

Ma finchè non avremo un ct, non saremo contenti. Volete mettere il bel tiro a segno contro il poveretto? Come sempre si scatenerà tutto il peggio dell’italico tifo. È  capitato in tempi passati, è ricapitato con Giampiero Ventura, ricapiterà.  Oggi parliamo di Carlo Ancelotti e, in alternativa, Roberto Mancini o Claudio Ranieri, mentre Max Allegri e Luciano Spalletti hanno tirato indietro il piede: meglio provare più avanti. In realtà, in questo momento, è altamente sconsigliabile dirigere la nazionale: troppo scarsi i suoi giocatori per indurre all’ottimismo. Intendiamoci: l’Italia è una nazionale che deve far strada nelle competizioni, non solo annunciare che l’importante è partecipare. L’ultima Italia ci ha dimostrato di valer poco, al netto degli errori del ct.

Ecco, cerchiamo un ct, peccato che ci sia un problema che rischia di essere irrisolto: in questo nostro Paese pedatorio, un po’ complesso, pullulano soprattutto gli allenatori, non i ct. L’allenatore è diverso: forgia i giocatori, miscela la bravura alla tattica, modella nel corso dell’anno. Il ct non può fare tutto questo e non può nemmeno impostare un gioco particolare. Deve scegliere calciatori, metterli insieme per breve tempo e cercar un gioco al quale tutti sappiano adeguarsi in poco tempo.

Carlo Capello

Non è facile dal dopo Sacchi in poi. L’Arrigo nostro è stato un rivoluzionario, un personaggio che ha fatto epoca. Ma anche qualche danno. Da allenatore ha convinto tutti che il contropiede è una schifezza, il catenaccio pure, che il gioco deve aver valori che non tutti sanno trovare e insegnare. Soprattutto ha lavorato con una squadra che possedeva giocatori di altissima qualità e oggi, come quelli, non se ne trovano. Almeno in Italia. Poi è diventato ct ed ha cercato di instillare i suoi concetti anche in azzurro. Non è stato brillantissimo: ha perso la finale di Usa 1994 contro il peggior Brasile della storia, prima di vedere quello del mondiale 2014. Ma tanti successori hanno cercato di imitarlo. Senza tener conto della realtà. Prima, i tecnici della nazionale conoscevano il loro ruolo, venivano dai quadri tecnici federali e sapevano quale fosse il compito del selezionatore: lo dice la parola stessa. Ricordiamo Ferruccio Valcareggi, Enzo Bearzot e Azeglio Vicini: gli ultimi tre. Poi c’è stato anche Cesare Maldini che ben conosceva l’arte. Dino Zoff e Giovanni Trapattoni hanno avuto l’intelligenza di mediare. Ma altri, diciamo Marcello Lippi e lo stesso Roberto Donadoni, Cesare Prandelli e Conte fin a Ventura, non si sono riconosciuti nel ruolo. Hanno cercato di essere allenatori. Lippi ha salvato la faccia, una prima volta, conquistando il mondiale, non altrettanto gli è riuscito nella seconda esperienza. Antonio Conte è un allenatore. Prima degli Europei 2016 ha lavorato per un mese sui giocatori e qualcosa ha ottenuto. Quando li raccoglieva per tre – quattro giorni, prima di una partita, non erano faville nemmeno nei risultati. Non ne usciva bene lui e nemmeno la squadra, che poi è quella che va in campo e si deve (dovrebbe) prendere meriti e maledizioni.

Ma in Italia siamo diversi: i giocatori, chissà perché, sono sempre assolti, non vanno mai sotto accusa. I colpevoli di tutto sono i tecnici. Ecco perché sarebbe ora di smetterla con gli allenatori e cercare un vero ct: oltre Carlo Ancelotti, che trova soluzione qualunque sia la rosa e il tempo disponibile, gli unici rassomiglianti all’identikit sono Fabio Capello e Roberto Mancini. Interpretano l’idea del manager e cercano buoni giocatori: più che buon gioco. In questo momento una impresa da mani nei capelli.


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