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IWC Ingenieur e IWC Aquatimer, icone a confronto

Davide Passoni
15 settembre 2015

copertina

IWC è una delle maison orologiere che più di altre sanno mescolare tradizione e sportività. Siccome l’autunno è ormai alle porte e l’estate è già un lontano ricordo, molti di noi, tra i buoni propositi della ripresa post ferie, hanno messo l’impegno a fare dello sport; ecco dunque perché, questa settimana, focalizziamo la nostra attenzione su due prodotti di IWC che hanno la sportività nel proprio DNA: Ingenieur e Aquatimer due classici della Casa di Sciaffusa.

Detto che IWC presenta in catalogo un’altra grande collezione sportiva, la linea Pilot – nata a metà degli anni Trenta del Novecento e dedicata al mondo del volo -, ricordiamo che la linea Ingenieur porta nel proprio nome lo spirito delle invenzioni tecniche e delle missioni esplorative del Novecento, mentre la linea Aquatimer ha un DNA strettamente marino, in competizione con gli altri grandi nomi legati all’acqua, dal Rolex Submariner all’Omega Seamaster, dal TAG Heuer Aquaracer alla grande famiglia Panerai.

IWC-Ingenieur-Automatic-Mission-Earth

La famiglia Ingenieur entra nel catalogo IWC esattamente 60 anni fa, nel 1955, con una novità tecnologica di rilievo: uno dei primi movimenti a ricarica automatica che avveniva in entrambi i sensi di rotazione. Una chicca per impallinati che, con gli anni, è stata affiancata da altre innovazioni come la cassa in ferro dolce per la protezione del movimento dai campi magnetici o gli elementi in gomma per l’assorbimento degli urti.

Attualmente la famiglia Ingenieur comprende sia modelli con cronografo, sia solo tempo, tutti caratterizzati dalla cassa a forma esagonale con lunetta tonda liscia decorata da cinque viti disposte a pentagono. Si tratta in ogni caso di modelli pensati garantire affidabilità e grandi prestazioni in ogni condizione di utilizzo.

Se proprio dobbiamo scegliere un pezzo più degli altri, andiamo sull’IWC Ingenieur Automatic Mission Earth, che racchiude in sé diversi elementi caratterizzanti dei pezzi della Casa di Sciaffusa: cassa da 46 mm, sistema per l’assorbimento degli urti, calibro automatico di manifattura protetto dalla seconda cassa in ferro dolce, impermeabilità fino a 12 bar come per gli Aquatimer.IWC-Aquatimer-Deep-Two

E a proposito di Aquatimer… Giusto per dare una nota storica, il primo modello della collezione è del 1967 ed è un inno all’essenzialità: cassa tonda con quadrante nero, lunetta girevole per il calcolo dei tempi di immersione inserita all’interno dell’orologio e azionabile utilizzando una corona aggiuntiva.

Con gli anni, IWC ha ceduto al fascino dell’estetica e anche la linea Aquatimer si è arricchita di modelli – tra cui il cronografo (che nel caso dell’Aquatimer Gold monta lo stesso calibro di manifattura del cronografo Ingenieur) e la versione con profondimetro – e delle caratteristiche più comuni a ogni orologio subacqueo di lusso che si rispetti, dalla lunetta girevole esterna ai cinturini e ai bracciali di ogni materiale. All’interno dei crono, a seconda del materiale della cassa, il movimento 79320 derivato dal 7750 Valjoux (cassa in acciaio) o il raffinato movimento di manifattura 89361 (cassa in oro).

Anche in questo caso, per l’icona IWC scegliamo un modello top, l’Aquatimer Deep Two, con cassa da 46 mm, ghiera girevole unidirezionale per i tempi di immersione, quadrante nero con data al tre e profondimetro meccanico con due indicatori: blu, per determinare la profondità istantanea, rosso che si ferma a indicare il picco di profondità toccato dal sub.

Due famiglie, due filosofie, un solo denominatore comune per queste icone IWC: lusso e prestazioni.


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