Musica

Jacqueline Du Prè: una su un milione

Elsa Galasio
30 dicembre 2013

Jacqueline du Pre

Capelli lunghi e biondi, occhi verdi e sguardo fermo, le mani brandiscono l’arco del suo violoncello Stradivari con instancabile vigore e le dita scorrono veloci sulle dure corde della nobile tastiera; Jacqueline Du Prè, a 26 anni dalla sua tragica scomparsa, resta il personaggio più apprezzato e sfortunato al tempo stesso del panorama musicale classico.

Nata nel 1945 ad Oxford da padre anglo-francese e madre polacca, Jacqueline sviluppa una spiccata propensione per la musica a soli 4 anni quando, ascoltando il suono del violoncello alla radio, chiede alla mamma, insegnante di pianoforte, di poterne avere uno tutto per lei. A desiderio esaudito, il suo percorso didattico ed artistico sembra segnato e destinato al successo eterno: a otto anni è gia in tv ad esibirsi e comincia a vincere diversi concorsi di fama internazionale.

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Il suo debutto formale avvenne a soli 16 anni alla Wigmore Hall di Londra e successivamente alla Royal Festival Hall dove suonò il concerto per violoncello ed orchestra di Elgar con la BBC Symphony Orchestra, esecuzione che ancora oggi viene considerata leggendaria e definitiva. Da quell’anno al 1969 la Du Prè calcò i più famosi palcoscenici mondiali e suonò con le più prestigiose orchestre, consolidando rapporti affettivi ed artistici che produssero collaborazioni preziose e memorabili.

Jacqueline du Pre

Tra questi, nel capodanno del 66, incontrò il suo grande amore: Daniel Baremboin, pianista e direttore d’orchestra argentino tutt’ora stimato ed apprezzato in tutto il mondo per il suo genio musicale. Il loro matrimonio l’anno successivo fu definito una della più fruttuose relazioni nel mondo artistico tanto da paragonarne i tratti all’unione tra Clara e Robert Schumann.

Ma come a volte succede, la vita presenta il suo conto; nel 1971 la prodigiosa violoncellista comincia a perdere sensibilità nelle dita e in altre parti del corpo, in attacchi sempre più frequenti e violenti. I suoi impegni diminuiscono ed è costretta a rinunciare ad importanti eventi a causa dei sintomi che non le permettono di sostenere il peso dell’archetto fino al punto di poter contare solo sull’udito e sulla vista per portare a termine il suo ultimo concerto a New York nel 1973.

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Proprio in quell’anno le viene diagnosticata la sclerosi multipla di tipo maligno, incurabile e degenerativa, che deteriorò le sue condizioni fisiche e mentali fino alla precoce morte che avvenne nel 1987, a soli 42 anni.

La scomparsa di Jacqueline Du Prè è ancora una ferita aperta, soprattutto nel mondo musicale e soprattutto per l’Inghilterra che ha dovuto fare i conti con la biografia dell’artista scritta post mortem dalla sorella, Hilary, che raccontò “l’altra faccia” del genio, descrivendone i vizi, le frivolezze e le cattiverie. Tutto il mondo musicale insorse contro la famiglia, primo fra questi Baremboin, che lasciò la ex moglie nell’80 per unirsi alla pianista Elena Bashkirova a cui è tutt’ora legato e che ha dichiarato : “Mia moglie era semplicemente un genio, una musicista senza pari, una leggenda. L’ho amata sempre e rifarei tutto di nuovo”.

Rimane il dubbio, rimane la triste percezione che questa donna ci abbia regalato più di quanto lei abbia ricevuto; per quanto ne dicano biografie romanzate e film immaginari l’unica certezza che abbiamo è che Jacqueline Du Prè ha fatto della sua musica, e quindi di sè stessa, un’arte immortale.

Elsa Galasio


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