Fotografia

James Nachtwey a Palazzo Reale: una Memoria pubblica

Chiara Di Leva
6 dicembre 2017

La battaglia per il controllo di Mostar è avvenuta di casa in casa, di stanza in stanza, tra vicini. Una camera da letto è diventata un campo di battaglia. Bosnia-Erzegovina, Mostar, 1993. © James Nachtwey/Contrasto

Fino al 4 marzo 2018, le sale di Palazzo Reale a Milano ospitano l’attesissima personale di James Nachtwey, Memoria.

Curata da Roberto Koch e dall’artista stesso, l’esposizione è stata promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Civita, Contrasto e GAmm Giunti. Si tratta della più grande retrospettiva mai dedicata prima al pluripremiato fotografo americano, un’antologica dei più significativi reportage firmati da quello che è considerato l’erede di Robert Capa.

Esposte in mostra, 200 immagini divise in diciassette sezioni. Ciò che colpisce subito l’occhio è lo strano contrasto tra la perfezione tecnica di ogni scatto e la crudezza di ciò che viene rappresentato: ciò che vediamo sono scene orribili, ma allo stesso tempo appaiono perfette per composizione formale e luce; testimonianze di eventi così caotici eppure così silenziose nella loro eterna e immobile bellezza. Per usare le parole del filosofo Jean Baudrillard, “Qualsiasi siano il rumore e la violenza che lo circondano, la fotografia restituisce l’oggetto all’immobilità e al silenzio. In piena confusione urbana, essa ricrea l’equivalente del deserto, un isolamento fenomenico. Essa costituisce l’unico modo di percorrere le città, di traversare il mondo in silenzio”.

  • Un uomo porta in braccio il figlio mentre tenta di attraversare il confine con la Macedonia. Macedonia, 2016. © James Nachtwey/Contrasto

  • In una delle prime manifestazioni della seconda Intifada palestinese, i dimostranti lanciano pietre e molotov contro i soldati, che sparano munizioni vere e proiettili di gomma, a volte letali. Cisgiordania, Ramallah, 2000. © James Nachtwey/Contrasto

  • La torre sud del World Trade Center collassa in seguito allo schianto dell’aereo. USA, New York, 2001. © James Nachtwey/Contrasto

Dall’Indonesia al Giappone, dalla Romania al Rwanda, dall’11 settembre all’immigrazione in Europa, le opere di James Nachtwey non si lasciano sfuggire niente. Eppure, nella triste costatazione delle atrocità compiute dal genere umano, resta ferma la speranza di un domani migliore e del profondo valore civile, etico e sociale della fotografia. Proprio grazie alla potenza delle sue immagini, alla loro forza emotiva, James Nachtwey riesce a imporsi agli occhi di tutti, rendendo ognuno di noi partecipe dei suoi ricordi e, appunto, di una memoria che diventa condivisa e collettiva.

Il risultato è una profonda riflessione su un tema purtroppo universale come la guerra, una corale chiamata alla presa di coscienza, all’impegno nei confronti di realtà solo apparentemente lontane da noi. Nella consapevolezza che – ovunque siamo – apparteniamo tutti ad una stessa e unica umanità.

 

James Nachtwey. Memoria
1 dicembre 2017 – 4 marzo 2018
Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30.


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