Biennale di Venezia 2011 Cinema

Jean-Marc Vallée presenta il suo nuovo “Cafè de Flore”

Giorgio Merlino
2 settembre 2011


Oggi, per la Giornata degli Autori, è stato proiettata la prima del nuovo film del canadese Jean-Marc Vallée, “Cafè de Flore”.
Il regista è considerato, grazie alle proprie opere, tra i più “matti” del Festival e vi posso assicurare che anche in questa occasione, non si è smentito.
Questo è il racconto di due vite differenti. La prima narra le vicende di Antoin Godin (Kevin Parent), un ricercato Dj di Montreal, che vivrebbe apparentemente una vita perfetta in compagnia di Rose (Evelyne Brochu), la donna amata e delle due figlie se non fosse del turbolento passato con l’ex moglie Carole (Hélène Florent). L’altra vede protagonista Jacquelin (Vanessa Paradis, maggiormente conosciuta come la compagna di Johnny Depp), una giovane madre con un figlio disabile.
Apparentemente indipendenti, una nella Montreal dei giorni nostri e l’altra nella Parigi del 1960, si scopre che le storie sono invece indissolubilmente legate. Il filo conduttore non è però logicamente concepibile, ma s’inserisce in un’atmosfera fantastica, nello stesso tempo tragica e misteriosa di vite passate e “fiamme gemelle”.
Elemento costante nell’intero film si apprende subito essere la musica, che fa da padrona;
il titolo dell’opera è a essa ispirata e all’interno della trama, i personaggi ne sembrano indissolubilmente legati.
La sensazione complessiva è quella di una vera storia d’amore drammatica capace di trasmettere intense emozioni.
Un grandissimo merito è da elargire agli attori e soprattutto il regista che si è reso molto disponibile e soprattutto contento di rispondere ad alcune domande; ho qui di seguito riassunto le risposte dell’ancora commosso Vallée:

 

“Il film è nato dall’idea di un uomo che ascolta sempre la stessa canzone; è una storia di pace, amore e riconciliazioni”.
“Curare sia la regia che il montaggio di questo film non è stato difficile perché il materiale da montare era sempre una sua creazione”.
“Filo conduttore della complicata struttura del film è proprio il montaggio”.
“La cosa difficile nella scelta del cast era trovare delle belle attrici che si sarebbero fatte amare dal pubblico fin dall’inizio del film”.
“Noi stessi abbiamo avuto difficoltà a comprendere a pieno il film”.
“La canzone dei “Sigur Ross”(ripresa più volte nel film) mi colpisce sempre, mi piace molto e mi trasmette grandi emozioni.

 

Giorgio Merlino


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