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Fashion

Jeans: l’icona che soddisfa i desideri

staff
28 marzo 2012

G-star raw

L’origine del jeans risale al XVI secolo, quando una tela colore blu indaco venne utilizzata per confezionare i sacchi contenenti le vele delle navi che salpavano dal porto di Genova. L’etimologia del termine blue jeans infatti deriva dalla traduzione blu de Gênes – blu di Genova-.
Jeans, sempre jeans, fortissimamente jeans. Ne possediamo a decine – qualcuno anche a centinaia – e tutti sono conservati in un gigantesco armadio che non si chiude più. C’è chi li accatasta sui ripiani e chi li ripone a casaccio; e poi c’è chi, organizzatissimo, li divide sapientemente con una precisa logica: quelli a zampa, gli skinny, i baggy, i bucati, quelli blu navy, le salopette, gli shorts, gli slavati a vita bassissima, i flary e chi più ne ha più ne metta.
Il rinomato pantalone con taglio a cinque tasche, dal 1873 – anno in cui i mitici Davis e Strauss brevettarono l’uso del tessuto denim per l’abbigliamento – veste le gambe di uomini e donne e ne soddisfa i desideri.
Oggi più che mai, grazie ai jeans hi-performance per lei, che sollevano, snelliscono, comprimono. Il segreto sta tutto nel mix con fibre stretch e nelle cuciture, studiate per sagomare la silhouette. Levi’s propone il Curve ID, per rendere onore alle curve reali delle vere donne, con tre fit diversi che si adattano perfettamente alle forme del corpo: bold, demi e slight. Marina Rinaldi, invece, riesce addirittura a creare sette diversi modelli con la Mr Denim Collection, passando dal legging al boyfriend. Diversamente, Diesel utilizza la tecnologia Turbotech per jeans stone washed, che si personalizzano indossandoli: il denim viene progressivamente customizzato dalle impronte di quello che metti in tasca. Gas, a sua volta, realizza una collezione completa di jeans, shorts e minigonne double face: da un lato denim used e stone washed, dall’altro frizzanti stampe a fiori e quadri. G-Star Raw ribatte proponendo tanti jeans ma anche gilet e giubbotti che imitano lo stile aggressivo dell’abbigliamento dei motociclisti, in pelle, con imbottiture e cuciture a rilievo.
Recente esordio e sviluppo, invece, lo ha avuto il denim che punta su lavaggi realizzati riducendo al minimo gli agenti chimici: il jeans eco-friendly sembra essere diventato l’ultimo dictat in fatto di tendenze. Jacob Cohen seleziona le materie prime: cotoni organici, tinture naturali e grande attenzione all’ecocompatibilità. La linea Shaft Jeans, invece, è certificata come organica e realizzata con un particolare cotone prodotto senza pesticidi e con tecniche biodinamiche. Cycle, dal canto suo, preferisce la via di mezzo, fondendo artigianale e lavorazione hi-tech: un modello al quale sono stati praticati quattro lavaggi per un effetto vintage enfatizzato da bottoni arrugginiti e dettagli in pelle.
Se infine preferite ripescare il mood dei classici jeans sdruciti, délavé, strappati e vissuti, optate per una versione deluxe e superlusso: gli esclusivi modelli di Anna Rachele, Guess e Met vengono impreziositi da cristalli, paillettes e inserti in maglia metallica per ottenere un effetto ultraglamour.
Una miniguida per l’how to wear dell’icona più icona che ci sia. E ora, a voi l’ardua sentenza!

Arianna Bonardi

  • Shaft Jeans

  • Mr denim collection by Marina Rinaldi

  • Met

  • Levi’s

  • Levi’s

  • Guess

  • Gas

  • Diesel

  • G-Star Raw


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