Fashion

Jeansmania

Lucrezia Brunello
15 aprile 2013

È il capo più pratico e casual che ognuna di noi conserva con cura nell’armadio, quello a cui nessuno rinuncia, l’unico a renderci tutti uguali, almeno all’apparenza. Stiamo parlando degli amati, idolatrati, indispensabili jeans.
Oggi è un vero e proprio cult, ma loro storia ha inizio nella seconda metà del Cinquecento quando il leggendario tessuto, nato a Genova era un tessuto da lavoro. Il denim, prodotto a Nimes, era più rozzo e utilizzato per casacche e  salopette. Già nell’Ottocento le storie si intersecarono indissolubilmente e oggi il denim è per tutti il tessuto, il jeans invece il capo finito.

Il primo a commercializzare il prodotto fu un tale bavarese Levi Strauss, mercante ebreo, sbarcato a New York nel 1853 e diventato proprietario di quella che sarebbe poi stata la famosissima Levi’s. Da qui  presero spunto  le altre fabbriche concorrenti, tra cui Lee e Wrangler. Non ci volle molto allora a veder comparire i primi scatti pubblicitari. Negli anni ’60 attori e volti noti dello spettacolo venivano immortalati indossando i  blue jeans  e da allora  il mondo se ne innamorò.

Un successo destinato a durare nel tempo e che ancora oggi non stanca. E a sostenerlo c’è chi addirittura della passione per il denim ha fatto uno stile di vita, come Lapo Elkann che nel suo libro “Le regole del mio stile” racconta con simpatica stravaganza:“ Il denim va con tutto, può essere applicato a tutto: ci ho fatto il sellino del motorino, l’interno della mia Ferrari, i miei smoking, il frigorifero. Ma bisogna saperlo portare.”
Si certo, saperlo portare… è infatti il primo nemico quando abbiamo qualche chilo di troppo, attenzione!

Lucrezia Brunello


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