Cinema

Jude Law re degli scassinatori

Giorgio Raulli
6 giugno 2014

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Londra. Domingo “Dom” Hemingway (Jude Law) è un ladro furbo, impulsivo, rissoso e molto sopra le righe; dopo dodici anni di prigione, vuole ottenere una ricompensa per aver taciuto il nome del suo boss Ivan Fontaine (Demian Bichir), aiutato dal suo compare Dickie (Richard E. Grant). Inoltre è anche determinato a recuperare il rapporto con sua figlia Evelyn (Emilia Clarke).

Dopo una certa carriera nella TV americana, il regista Richard Shepard sbarca nel Regno Unito con l’intento di costruire un nuovo pilastro nel cinema pulp, e vi riesce pienamente: una commedia nera di grande ispirazione tarantiniana, dalla centralità del turpiloquio alla trama gangster, dalla cura per la colonna sonora alla divisione in capitoli. Frizzante nell’azione e nei dialoghi, Dom Hemingway mischia i toni rudi del pulp con una componente drammatica e sentimentale, riscattando in parte il protagonista dalla sua dimensione negativa, senza mai risultare patetico.

La pellicola si serve sicuramente di cliché narrativi tipici di più generi, dagli inganni e rocamboleschi tentativi per recuperare grandi somme di denaro al padre che vuole riacquistare credito agli occhi di una figlia abbandonata. Un film che ripercorre alcune fasi della vita di un uomo, egli stesso autore delle sue sventure, un perdente che forse però una marcia in più ce l’ha.

La storia, scorrevole, non è altro che l’insieme di alcuni episodi atti a farci comprendere a pieno il protagonista: il merito va assolutamente a Jude Law, che porta da solo tutto il peso del film con un’interpretazione egregia, che conferma una volta per tutte il suo talento di grande attore.

Sebbene sul finale Dom Hemingway potrebbe lasciare un po’ insoddisfatti, non bisogna dimenticare l’intento del film: intrattenere senza troppe pretese, con situazioni e personaggi grotteschi e divertenti, ma dimostrando anche una certa intelligenza; il regista Shepard spazia sapientemente tra il comico e il tragico senza annoiare mai, tessendo una storia piacevole, forse fine a se stessa, una vera e propria celebrazione del suo protagonista, un uomo tanto deprecabile quanto affascinante. Presentata nello scorso settembre al Film Festival di Toronto, la pellicola è subito arrivata nei cinema britannici nel novembre 2013, mentre in Italia è nelle sale soltanto dal 29 maggio 2014.


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