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Juve “6” da leggenda: Allegri meglio di Conte

Riccardo Signori
22 maggio 2017

Sorge la leggenda intorno al numero 6 che a scuola non è proprio un voto leggendario, anzi il voto di chi se la sfanga. Nel calcio italiano è stato il numero di qualche grande calciatore (Franco Baresi e Gaetano Scirea per tutti) e di onesti faticatori. Oggi, invece, diventa il numero di una leggenda pallonara interpretata dalla Juve: sei scudetti di fila. Per ora impresa unica. Oppure inarrivabile, come ha detto Max Allegri.

L’allenatore ha accompagnato la squadra negli ultimi tre scudetti consecutivi e forse qualcuno ha sottovalutato la difficoltà per un tecnico in un caso del genere: dover rigenerare ogni volta le batterie dei giocatori. Poi, certo, nello sport capita che il Recco, in contemporanea alla Signora, abbia conquistato il 12° titolo di fila nella pallanuoto. Altra impresona.

In più la Signora assomma anche tre coppe Italia consecutive, conquistate insieme agli scudetti: ed è altra impresa riuscita a nessun allenatore. Una Juve da libro della storia che, probabilmente, non ha dimostrato di essere così più forte rispetto alle avversarie di quest’ultimo campionato (infilare cinque sconfitte non è poco), però ha certamente chiarito di essere la squadra più brava: quindi il gruppo più solido, compatto, cosciente della propria forza, convinto del suo cammino e del giocare anche nei momenti difficili.

Tutto questo è la Juve di oggi che si affianca a quelle grandi del passato , che ci fossero in campo Sivori, Charles Boniperti (scudetto della prima stella), oppure Zoff, GentileCabrini, Bettega e soci (scudetto della seconda stella), o infine Peruzzi, Deschamps, Conte, Zidane, Del Piero, gli uomini che hanno fatto successo con Marcello Lippi. Quale la più grande? Ad ognuno il suo voto: in questo gruppo c’è meno valore tecnico, ma non è mai mancata la fame e, ad ogni distrazione, ha risposto un “mea culpa” pieno di rabbia e determinazione.

Le pagelle? In testa Buffon (9) pluridecorato bianconero, 8 scudetti, 16 trofei totali, ormai solitario in testa alla nobiltà juventina (dietro di lui Del Piero, 15 successi): non solo ha messo le manone a difesa della porta, ma ha usato tutto il peso della personalità da capitano per spronare lo spogliatoio nei momenti di stanca. Poi Dybala (un futuro da pallone d’oro): voto 8,5. Higuain (9) instancabile goleador e Mario Mandzukic insospettabile uomo tutto fare, infaticabile nel proporsi ai compagni, lottatore estremo (voto 8). Voto 8,5 alla BBC (Barzagli, Bonucci, Chiellini): qualche volta ha scricchiolato, non è mai franata.

Infine Max Allegrivoto 9. E è vinto il duello con Antonio Conte. Alla faccia delle inconsolabili vedove contiane, l’allenatore della nuova leggenda bianconera ha superato tutti gli ostacoli: dai dubbi dei tifosi a quelli dello spogliatoio. Ha zittito le truppe corazzate (milanisti compresi) pronte a sminuire ogni impresa, pur di ricondurre il meglio della Juve all’era di Conte. Allegri ha preso in mano una squadra che il predecessore aveva dato finita, ha usato i suoi stessi giocatori e vinto, si è trovato nella necessità di rifare due volte la squadra, considerate le cessioni eccellenti di questi anni (Pogba, Tevez, Vidal, Pirlo), ha fatto crescere i più giovani (Dybala, Alex SandroRugani, Cuadrado), ha mantenuto intatta la forza difensiva, pur se avanzano gli anni dei pilastri, e in questa stagione ha completamente variato modulo e modo di giocare della squadra.

Allegri ha cambiato il suo calcio, l’ex ct non ha la stessa fantasia. Per l’attuale allenatore parlano i dati, se non i fatti: ha vinto più di Conte, considerando la tripletta scudetti-coppa Italia, ha portato due volte la squadra in finale di Champions league. Mentre l’altro , in Europa, ha rimediato solo figuracce.

La Juve di Allegri non è detto sia più forte dell’altra, ma ha ottenuto di più: soprattutto a livello internazionale dove ora è riconosciuta come club di rango.

Gli innamorati di Conte potranno sempre cantare tutte le lodi dell’amato tecnico, ma i fatti raccontano che l’allenatore da guinness dei primati bianconeri resterà lo snobbato Allegri. Se poi vincesse la Champions…


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