Sport

Juve, Cagnotto, Ferrari e altre vecchie Signore

Riccardo Signori
15 maggio 2017

La Juve ha sbagliato l’ultimo passo verso lo scudetto, Tania Cagnotto non ha sbagliato l’ultimo tuffo prima del pensionamento. La Juve avrà ancora due partite per entrare nel guinness dei primati con sei scudetti consecutivi, Tania avrà qualche anno a disposizione per decidere se quella porta agonistica è proprio chiusa. Intanto la Ferrari veleggia con Seb Vettel tra primo e secondo posto e mantiene intatto il brivido dell’emozione che l’italiano medio prova quando sente che la Ferrari vince o sta per vincere. Siamo fatti così.

L’Italia dello sport ama le vecchie Signore. Tania Cagnotto, ovviamente, non lo è nel senso anagrafico (gli anni solo solo 32), ma per 17 anni non ha mai mollato un attimo la concentrazione dal trampolino o dalla piattaforma. Ora si potrà specchiare in un forziere di medaglie.

Ferrari e Juve , invece, sono traversate dallo stesso destino: non si potranno ritirare mai e dovranno lottare sempre per arrivare prime, il secondo posto è un ripiego. Tania,invece, ha dovuto subire la prepotenza delle cinesi e,quindi, secondo e terzo posto hanno sempre avuto colori sfavillanti.

Lo sport italiano è fatto di vecchie Signore che non si arrendono: prendete Federica Pellegrini che, dopo la delusione  alle Olimpiadi di Rio, ha deciso di riprovarci e finora i risultati stanno soddisfacendo la sua vanità. Oppure Francesca Piccinini che, a 38 anni, ha urlato al mondo: “Non sono bollita e lo dimostrerò”. E, intanto, chiusa la storia con la nazionale perché il ct non la valorizzava (parole sue) si è permessa di vincere con Novara il primo scudetto della pallavolo femminile. Piccinini è come un esploratore di terre di confine e dove la porta il cuore talvolta arriva anche il risultato. A Novara si è ritrovata a far unione con suor Giovanna Saporiti che, nel passaggio da istruttrice a suora, non ha dimenticato il valore dell’oratorio, ma pure la necessità di volare più alto: costruire un centro sportivo, eppoi provarci con una squadra.

Nel 1983-84 ha fondato la società Agil Volley . La cosa più difficile? Trovare un nome alla squadra, ha raccontato. Agil salta fuori da amicizia, gioia, impegno e lealtà.

Le vecchie Signore delle storie italiane potrebbero insegnare alle ragazze di Novara che, a queste belle doti, bisogna aggiungere cattiveria agonistica, grande sacrificio, capacità di resistere alla pressione quando si entra nello sport d’elite. Per ora l’Agil si è inquadrata nella logica degli sport di squadra: cambio dell’allenatore sotto mano e via. Marco Fenoglio l’anno scorso è arrivato prendendo il posto di Luciano Pedullà. E la squadra è ripartita volando. Ma il tecnico ha capito subito l’ambiente e, per sentirsi pienamente integrato con il mondo delle sue suore, ha passato qualche mese in convitto con le sorelle.

Nel mondo di vecchie Signore, mancava un pizzico di religiosità: suor Giovanna ha assolto il compito.


Potrebbe interessarti anche