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Juve e caso Dybala: scudetto a rischio

Riccardo Signori
6 novembre 2017

Paulo Dybala

Non gli serve la vicinanza di Gonzalo Higuain, e forse gli fa male quella di Lionel Messi. Parliamo di Paulo Dybala, 23 anni e un grande futuro che deve sbrigarsi a mettergli le ali addosso. Dybala non è un caso calcistico,forse, ma certo una inquietudine della Juve. E per ora un figurante della nazionale argentina. Nemmeno due mesi fa , invece, si diceva che fosse il nuovo re Mida juventino, dopo aver assaporato tipi come Omar Sivori, Michel Platini e Zinedine Zidane,  e il miglior antagonista di Lionel Messi.

Meglio lui o meglio Messi? Già ipotizzava qualche allegrone. Che non va inteso come Max Allegri, il quale, al contrario, ha cominciato ad intravedere i segni della crisi da reazioni scomposte, mugugni fuori posto e, probabilmente, a conoscerne alcune cause.

Dybala da ragazzo sorridente e intraprendente sul campo si è trasformato in una mozzarellina senza peso nel gioco. E fuori campo? Mah! Si dice che problemi attinenti al procuratore e a pene d’amore siano diventate pene d’umore.  Dybala cominciò il campionato meravigliosamente, indirizzando il gioco e le partite della Juve: ci mise la ciliegina di 10 reti in sei incontri. Insomma pareva davvero che fosse la stagione della sua incoronazione. Cose di un paio di mesi fa. Invece , convocato per giocare con la sua nazionale, ne è tornato cambiato e forse demoralizzato dall’aver passato il tempo in panchina a guardare Messi che faceva e disponeva. Quindi disponeva anche del suo futuro con la “camiseta” Albiceleste.

Lionel Messi

Perché parlare di Dybala? Perché la sua situazione è uno dei classici del calcio: un giorno ti manda alle stelle, e se non stai attento poi ti rispedisce alle stalle. Meglio: sulla dura terra battuta. Nell’ultima partita contro il Benevento, la Joya, anche questo soprannome è legge del contrappasso, è stato disastroso, ha sbagliato due reti, non ci ha preso mai ed è tornato in panchina per gli ultimi minuti. Ha sintetizzato Allegri: “Deve ritrovare condizione e brillantezza”. Che sarebbe poco per uno di medio calibro, ma Dybala è una futura(?) stella del pallone. Tre partite di fila senza segnare, come gli è successo, potrebbero essere solo un caso. Per lui sono il Caso.

La Juve ha conosciuto le difficoltà dei suoi campioni ad inserirsi: è successo a Platini agli inizi, pure Zidane ha trovato momenti di debacle. Gonzalo Higuain è sortito dalla sua crisi proprio nelle ultime settimane, dopo aver subito critiche e destato perplessità. Quindi nulla di male, se non fosse che su Dybala il club ha impostato il futuro, dopo aver preso atto che il Barcellona non si sarebbe più interessato all’argentino finchè Messi resterà in Catalogna. Paulo dovrebbe essere il trequartista, quello che illumina la scena ed anche il gioco, l’uomo che fa la differenza. E allora, come risolvere  il problema? Forse ha ragione Allegri. Tutti devono crescere e Dybala più degli altri. Per il vero, l’età comincia a remargli contro. L’argentino dovrà incartare tutti i (suoi) malumori esterni e buttarli nel cestino. Non è facile, al di là del pallone c’è la vita. Però c’è chi regge alle pressioni e chi non ce la fa. Il ragazzo pare ancora debole in materia. E magari servirà ritrovare più umiltà. Tutti ne hanno sempre ammirato il carattere. Sbuffi e rabbie contro il tecnico non depongono a favore delle convinzioni interiori. La Juve deve recuperare il giocatore al meglio delle qualità. Con lui può pensare di ritrovare cammino verso lo scudetto e verso una buona stagione in Champions. In altro caso, la Signora andrà incontro ad un anno di grandi fatiche e non altrettanto grandi soddisfazioni. Allegri e soci rischiano di perdere lo scudetto e non ritrovare Dybala: brutta storia, proprio quando ricorrono 120 anni di storia bianconera.


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