Sport

Juventus e Patriots: la legge del più forte

Riccardo Signori
6 febbraio 2017

Juan Cuadrado

Lo sport ogni tanto ci ricorda che vince la legge del più forte: forse non democratica, ma essenziale per avere una scala di valori condivisibili.
A noi italiani sono bastati 95 minuti in diretta dallo Stadium di Torino: un gol del non ti scordar di me fornito da Cuadrado e tanti saluti a quella mezza Italia che sperava nell’Inter.
Agli americani sono occorse più di quattro ore, inclusa il siparietto di Lady Gaga, per riscoprire la forza dei New England Patriots, e per riesplorare in tono epico leggenda di Tom Brady  l’uomo che ha condotto i Patriots al loro quinto Superbowl. Superbowl per gli americani è una parola magica, che assogetta al “tutti insieme appassionatamente”: pro Trump o contro Trump, poco importa. Quelle sono le quattro ore che stringono gli Stati Uniti in una sola grande nazione.
Noi, forse, ce la faremmo per un Italia-Brasile finale mondiale. Però gli americani provano l’ebbrezza ogni anno di questi tempi. Noi italiani ci siamo riusciti nel 1982 e forse (ma non è sicuro) nel 2006. Giusto per non tornare al 1934-1938, con quella doppietta che fece storia.
Il dream bowl (Super sarebbe un po’ troppo) nostrano si è condito di un magnifico gol di Cuadrado, delle solite polemiche che ci piacciono tanto: stavolta Stefano Pioli si è lamentato per un paio di rigori non concessi. Ce ne poteva stare uno e certamente avrebbe messo la partita su un piano diverso. Ma quel che è certo riguarda la Juve: ha dimostrato ancora una volta di essere la squadra più forte, seppur il distacco sulle altre si sia ridotto. L’Inter poteva essere l’avversaria più degna dei bianconeri in questo campionato, se i dirigenti non avessero combinato il gran pasticciaccio iniziale sul cambio di panchina. Erik Thohir tien sulle coscienza un’altra stagione buttata.
I nuovi padroni Suning hanno visto che la squadra ha potenzialità, la Juve lo ha capito e si è predisposta per non cadere in trappola. La serie A vivrà ancora di sussulti, la Juve continuerà a non convincere tutti, forse quasi nessuno (nemmeno gli juventini) però quest’anno regge ancora la testa del gruppo in Italia. In Europa,invece, rischierà di tutto e di peggio. Max Allegri sta studiando un assetto che consenta alla squadra di reggere alle bordate delle corazzate calcistiche, ma gli servirebbe un centrocampista di peso che non possiede. Contro l’Inter si è arenato Higuain, Dybala fa belle cose, poi si perde.  Chiellini e Mandzukic hanno dimostrato che, in ogni squadra, servono qualità e grande determinazione agonistica. Qualcuno dal centrocampo in avanti non possiede la stamina e non se la può dare.

Tom Brady

L’Inter, a sua volta, ha mostrato i suoi limiti: giocatori di buon livello calcistico, dunque la squadra disegnata da Roberto Mancini e rifinita con l’arrivo di Gagliardini, è già di buon valore ma qualche elemento va a miccia corta: Joao Mario per esempio, ma anche Candreva e Perisic, non sempre dentro la partita per novanta minuti.
La Juve determinata e concreta, capace di raggranellare la 28° vittoria di fila allo Stadium, dimostra che la legge del più forte riconosce la forza del potere. Forse è un caso che Cuadrado segni soltanto gol pesanti (quest’anno è il primo in campionato, anche l’anno scorso lasciò il segno in un partita che contava). Ma non è un caso che la Juve abbia dimostrato all’Inter, pur sulla buona strada, come si fa ad essere squadra. Anche vincente.
E così i Patriots. Non era mai successo che nel Superbowl che si arrivasse a giocarsi l’overtime. Questa partita avrà una ragione in più per rimanere nella storia. Tanti europei avranno pensato alla storia del Leicester, l’anno passato in Inghilterra, che da virtuale Cenerentola è diventata regina. Stava per capitare alla gente degli Atlanta Falcons, arrivati come cenerentola davanti allo squadrone di Tom Brady. Stavano per farcela, ma la forza del potere (e della bravura) ha spinto l’asso americano e i suoi compagni alla Manita: rimonta di 25 punti, forse un pizzico di fortuna nel momento decisivo del lancio della monetina al supplementare. Tom Brady che va, corre verso il quinto Superbowl e altri record. Lo sport americano in questi anni sta vivendo di magie. Ecco l’ultima.
E, a proposito di magie, visto il gol di Eden Hazard con il quale il Chelsea ha spaccato l’Arsenal e si è decisamente immesso nella retta finale per lo scudetto della Premier, come pensare che Antonio Conte non abbia sfruttato la forza del potere che il Chelsea aveva dentro di sé? Ma l’anno prima Josè Mourinho aveva disperso. La squadra è stata rinforzata, è davvero la più forte.
Che dire? Conte è meglio di Mourinho? Stavolta certamente.


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