Arte

Kandinskij, il cavaliere errante al Mudec

Elisa Monetti
25 marzo 2017

In occasione dei centocinquant’anni dalla nascita dell’artista, festeggiati l’anno appena trascorso, il Mudec – Museo delle Culture inaugura il 15 marzo, e lascia visitabile fino al 9 luglio, Kandinskij, il cavaliere errante. Un viaggio verso l’astrazione.

Una retrospettiva prestigiosissima sia per l’alto profilo delle opere esposte, provenienti da tutto il mondo e molte delle quali inedite in Italia, sia per la coerenza con quello che è stato l’intento poetico sotteso a tutto il suo lavoro: l’attenzione costante al dialogo tra scienza e arte e il tema del viaggio come metafora calzante per tutta la sua esistenza.

Un viaggio verso tutte le mete pensabili: da quelle geografiche a quelle spirituali, da quelle sensoriali a quelle temporali.

Una biografia piuttosto movimentata quella dell’artista russo che, di natali moscoviti ma con origini sparse tra Germania e Siberia, vede la sua esistenza cambiare appena ventitreenne durante una spedizione nel governatorato di Vologda. Il primo viaggio geografico essenziale per la sua biografia; tra le rigide temperature del nord della Russia Kandiskij scopre la sua vocazione, il singolare approccio che, di lì a pochi anni, lo renderà un artista di fama internazionale: la potenzialità espressiva di immergersi nell’arte abbandonando i propri sensi ad un turbinio di suoni e colori.

Una vocazione spirituale che lo guida in un nuovo viaggio, a Monaco, dove, grazie ad un’innata predisposizione alla leadership, fonda con l’amico Franz Marc il gruppo del Cavaliere  Azzurro (Kandinskij in quel periodo dipingeva spesso cavalieri, Marc invece considerava il blu colore per eccellenza). Pressoché coevo al Brücke tedesco, questo gruppo finisce per esaurirsi in pochi anni, lasciando tuttavia un segno indelebile di sé nella storia dell’arte: da una parte, infatti, resta un singolare baluardo di lirismo e poesia umana ben distante dall’amaro e crudo Espressionismo tedesco degli stessi anni, dall’altra parte finisce per alimentare il neonato movimento astrattista di cui lo stesso Kandinskij rivendica la paternità.

Ed è proprio con l’astrazione che il maestro russo sdogana definitivamente la pittura dai soggetti per dare una lettura al quadro che non sia esclusivamente visiva ma sensoriale.

I suoi capolavori astratti infatti risvegliano nell’osservatore una sinfonia di sensazioni suscitate da forme e colori. Tra i più fecondi sodalizi artistici è quello che lega l’artista russo alla musica di Wagner, che spesse volte guida il suo pennello in composizioni dal lirismo estremo.

Ed infine il viaggio temporale: per dirla con le parole dello stesso Kandinskij, “L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro”.

Insomma una sorte di crociera che attraversa e supera le quattro dimensioni, approdando in spiagge vergini, o quanto meno poco frequentate; una mostra che ci chiede immergerci nei suoi seducenti abissi, senza la fretta di tornare a galla, per riuscire a comprendere un pennello, uno stile, ma, soprattutto un uomo.

 

Kandinskij, il cavaliere errante. Un viaggio verso l’astrazione
Mudec Museo delle Culture – via Tortona 56, Milano
15 marzo 2017 – 9 luglio 2017
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30-19.30; giovedì, sabato 9.30-22.30


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