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Arte

Kandinsky: il mago della necessità interiore

Luca Siniscalco
21 dicembre 2013
Vassily Kandinsky Gelb‐Rot‐Blau (Giallo‐Rosso‐Blu)  1925  Olio su tela, cm 128 x 201,5  Donazione Nina Kandinsky, 1976 Philippe Migeat ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN‐GP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013

Vassily Kandinsky
Gelb‐Rot‐Blau (Giallo‐Rosso‐Blu)
1925
Olio su tela, cm 128 x 201,5
Donazione Nina Kandinsky, 1976 Philippe Migeat ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI
© Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN‐GP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013

Vassily Kandinsky ritorna dopo sette anni a Palazzo Reale, a Milano. E questa volta davvero in grande stile, con l’intenzione di non abbandonare più – perlomeno in un senso interiore e spirituale che all’artista non sarebbe dispiaciuto – i cuori dei visitatori italiani. L’esposizione “Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou”, aperta al pubblico sino al 27 aprile 2014, è difatti una grande retrospettiva monografica che presenta oltre 80 opere fondamentali dell’eclettico autore, la cui magmatica creatività è esibita in ordine cronologico secondo un assetto capace di riprodurre metaforicamente l’iter esistenziale dell’artista. Visitare la mostra può allora assurgere a esemplare viaggio iniziatico in cui le originarie intuizioni di Kandinsky si dissolvono alchimicamente per ritrovare nelle espressioni successive una coagulazione nuova ma insieme sempre identica e coerente a se stessa.[/caption]

Il percorso espositivo comincia con un’immersione in un ambiente prettamente kandinskyano, in cui pittura e architettura si fondono armonicamente coinvolgendo lo spettatore ed annullando le polarità di interno/esterno, soggetto/oggetto. Si tratta di una sala con pitture parietali ricreata nel 1977 dal pittore restauratore Jean Vidal, ispiratosi fedelmente ai cinque guazzi originali eseguiti da Kandinsky per decorare un salone ottagonale della Juryfreie Kunstausstellung.

Vassily Kandinsky Bleu de ciel (Azzurro cielo)  1940  Olio su tela, cm 100 x 73  Donazione Nina Kandinsky, 1976 Service de la documentation photographique du MNAM ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Service de la documentation photographique du MNAM / Dist. RMN‐ GP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013

Vassily Kandinsky
Bleu de ciel (Azzurro cielo)
1940
Olio su tela, cm 100 x 73
Donazione Nina Kandinsky, 1976 Service de la documentation photographique du MNAM ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI
© Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Service de la documentation photographique du MNAM / Dist. RMN‐ GP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013

Superato questo magico portale il visitatore accede alle sale in cui sono esposte le tele. La mostra è suddivisa in quattro aree fondamentali, grazie a cui l’intera produzione artistica dell’iniziatore dell’astrattismo trova adeguata esplicitazione. Il periodo giovanile trascorso a Monaco (1896-1914), capitale dello Jugendstil (Art Nouveau) e coacervo di artisti, soprattutto nell’affascinante quartiere di Schwabing, genera l’esperiena del Blaue Reiter (Cavaliere azzurro), sviluppata da Kandinsky in collaborazione con l’amico Franz Marc. Il ritorno in Russia (1914-1921) è segnato dal matrimonio con Nina Andreevskaja e dalla collaborazione con le istituzioni culturali sorte con la Rivoluzione d’Ottobre, ma anche dal rafforzamento della posizione astrattista e dal contrasto con l’avanguardia costruttivista. Gli anni del Bauhaus (1921-1933) aprono a un periodo di enorme creatività ed approfondimento artistico, terminato con la chiusura dell’istituzione da parte del governo nazista. Infine, l’emigrazione forzata a Parigi diventa occasione di una svolta estetica nel segno della continuità: è in questa fase (1933-1944), conclusasi con la morte dell’artista, che il paesaggio della Senna, la luce parigina chiara e tersa nonché l’influsso degli amici surrealisti Jean Arp e Joan Mirò determinano l’affiorare di nuovi motivi nella sua pittura.

La mostra di Palazzo Reale rivela tuttavia ben più di questi pure interessanti particolari biografici e stilistici. A emergere dall’esposizione è un artista totale, un genio la cui opera ha segnato una svolta rivoluzionaria nella storia dell’arte occidentale ponendo la necessità inderogabile del superamento dell’arte figurativa in nome di una tensione astratta diretta a esprimere quella “necessità interiore” che è protagonista del saggio teorico “Lo spirituale nell’arte”. A palesarsi è allora un titano del Novecento, un mago che ispirandosi al folklore, alle tradizioni ed alle fiabe ha tentato di annullare ogni formalismo attraverso la ricerca di un simbolismo interiore universale che permettesse di oltrepassare le apparenze del reale, gli idoli del materialismo e del razionalismo, le superstizioni scientiste e positiviste, per “parlare del mistero per mezzo del mistero”.

Che certe tendenze dell’astrattismo contemporaneo, ripiegate in un soggettivismo solipsista negatore di ogni comunicazione intersoggettiva e nella sterile e ormai scolastica iterazione di stilemi incapaci di trasmettere alchunché, si dicano eredi dell’opera kandinskyana, non è certo colpa dell’artista.

Che si debba riflettere sulla reale portata di Kandinsky, in senso spirituale ed innovatore, ma anche distruttivo e incapacitante, è fatto più rilevante. Ed è proprio la complessità e contraddittorietà di questo artista, cittadino di Russia, Germania e Francia, ammiratore dell’antroposofia di Steiner, affascinato dai miti folklorici e sciamanici, estimatore dell’opera di Monet, Wagner e Schönberg e attento analista delle tendenze dell’arte a lui contemporanea, a rendere così affascinante il suo appello alla facoltà antimimetica dell’arte di esprimere libertà, idee e sentimenti.

Luca Siniscalco

VASSILY KANDINSKY. La collezione del Centre Pompidou
Palazzo Reale, Milano | 17 dicembre 2013 – 27 aprile 2014
Orari:        
Lun 14:30 – 19:30 | Mar, Mer, Ven, Dom 9:30 – 19:30 | Gio, Sab 9:30 – 22:30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.
Per prenotazioni e informazioni: +39 02 54916
www.kandinskymilano.it, #kandinskymilano


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