Arte

Keith Haring, da tutto il mondo a Palazzo Reale

Elisa Monetti
4 febbraio 2017

Bambini radianti, televisori deambulanti, ibridi a metà tra uomo e cane e omini “virgolettati” invaderanno, tutti vestiti dai più brillanti colori delle bombolette spray, simbolo dell’America del secondo dopoguerra, Palazzo Reale dal 21 febbraio al 18 giugno nell’esclusiva mostra “Keith Haring. About Art”.

Una straordinaria presentazione di più di 110 opere, alcune di dimensioni monumentali, frutto di una minuziosa raccolta che è andata a cercarle tra collezioni pubbliche e private americane, europee e asiatiche: insomma, un inedito e difficilmente ripetibile meeting organizzato nel capoluogo lombardo.

L’assunto critico che ha guidato la gran parte delle scelte di Gianni Mercurio, curatore della mostra, si basa una rinnovata posizione prospettica circa l’opera di Keith Haring: l’artista, infatti, non può essere letto e interpretato correttamente, senza che sia fatta luce sui modelli che hanno influenzato il suo pensiero e il suo pennello.

Come in natura i fiori nascono perché nutriti da luce, acqua e anidride carbonica, così in arte i capolavori sbocciano alimentati dagli insegnamenti di maestri visti e studiati dagli artisti. Così, le grandi opere dell’americano altro non sono se non l’esito della “fotosintesi” di altrettanto importanti lavori di Jackson Pollock, Jean Dubuffet e Paul Klee. Ma non solo: anche di immagini provenienti dalla cultura primitiva del Pacifico, dalle creazioni dei nativi d’America e da molti altri modelli dei quali si avranno mirabili esempi esposti in mostra.

L’integrazione tra passato e presente, ispirazione ed esito, maestri e allievo promette di dare alle opere di Keith Haring una più ricca e immediata capacità comunicativa.

Oltre all’importante riflessione sulla dimensione visiva, la mostra lascia anche ampio margine alle implicazioni sociali delle opere dell’artista americano. L’impegno politico e civile di questi lavori tocca diversi terreni: dall’abuso di sostanze stupefacenti al razzismo, dalla minaccia nucleare all’alienazione giovanile, fino al problema delle minoranze maltrattate, della disuguaglianza, dell’arroganza del potere e dell’Aids, malattia che condusse Haring alla morte nel 1990, a soli 31 anni.

Di fronte a questo arcipelago di temi e materie, tutte egualmente attuali, Keith Haring non scosta mai il suo pennello dagli omini “virgolettati”, forse perché unico frutto possibile della cultura visuale che l’aveva nutrito fin dalla giovinezza, forse perché fermamente convinto dell’universalità di un linguaggio allegro ma profondo, infantile ma ineluttabile. Un linguaggio che non ha bisogno di arcana confusione e che trova la sua profondità nella totale e monumentale semplicità: perché in fondo i grandi temi della vita sono esattamente questo, semplici affermazioni dalle colossali implicazioni.

 

Keith Haring. About Art
21 febbraio 2017 – 18 giugno 2017
Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14:30 – 19:30; martedì / mercoledì / venerdì/ domenica 9:30 – 19:30; giovedì / sabato 9:30 – 22:30


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