Il mio punto di vista

Kit natalizio di sopravvivenza

Gabriella Magnoni Dompé
21 dicembre 2012

In questo nostro nuovo modo di festeggiare il Natale, divenuto oramai così poco convenzionale e spesso addirittura frettoloso, il più classico e tradizionale pranzo di Natale molto spesso viene a mancare. Per anni io stessa mi sono ritrovata a non festeggiare come avrei voluto questa occasione. Ma non mi sono mai voluta arrendere. Penso che sia un evento troppo importante, carico di significati che non dobbiamo poter dimenticare.
Il Natale per eccellenza, quello che tutti immaginiamo e sogniamo sin da bambini, vorrebbe l’intera famiglia riunita sotto l’albero e accanto al camino, una cena con piatti cucinati con amore, l’affetto e il calore dei parenti.
L’avvento dei viaggi, le partenze per luoghi più caldi hanno modificato la nostra visione di questa festività, sempre più spesso vista come l’occasione per evadere, per avere una vacanza lontano da tutto e da tutti, o in ogni caso come un’occasione di divertimento fine a se stessa. Ma il cenone della vigilia e il pranzo di Natale rimangono in ogni caso degli eventi che non possono essere ignorati, sia per chi, come me, ha bambini sia per i single più incalliti.
Il kit di sopravvivenza imprescindibile per non intristirsi e ridursi ad addentare un insipido panino in questo gran giorno, comporta innanzitutto la possibilità di effettuare un brindisi. Un brindisi che è un auspicio ed è già nella sua effervescenza un motivo di gioia e di condivisione. Bisogna avere una persona con cui brindare – fosse anche addirittura uno sconosciuto –, ma l’atto in se è già un momento di condivisione, di scambio, di augurio. Quindi è fondamentale munirsi di ciò che più ci piace da bere, a seconda dei gusti: se non uno chicchissimo champagne mignon, quantomeno una lattina di birra. Il brindisi con l’acqua è nella nostra cultura assolutamente da evitarsi. Al limite, se proprio proprio siete astemi, brindate con una Coca Cola, rigorosamente diet, o comunque con una bevanda che aggiunga qualcosa rispetto alla pura e semplice acqua.
Secondo elemento di questo il kit di sopravvivenza natalizio è una pietanza natalizia a scelta: potrebbe essere anche un solo boccone, ma di un qualche cosa che ci ricordi l’incanto e l’essenza di questa festa.Può essere anche solo una mini tartina con maionese e gamberetti, un pezzettino di quiche, una piccola fetta di panettone o pandoro, a seconda dei gusti.
Trattasi in effetti di cibi che possono essere facilmente trasportati – in confezioni anch’esse natalizie! – e che ci possono rallegrare il compimento dell’evento ovunque noi siamo: in macchina, in treno, in aereo o anche in ufficio dati i tempi che corrono.
L’importante è mantenere lo spirito, l’atmosfera. L’utilizzo di una confezione più curata del solito – anche se si tratta solo di una vaschetta di alluminio abbellita da una stagnola dorata – può servire e continuare a creare quella magia del Natale. Un momento di festa, solidarietà, umanità, un piccolo sogno che fin da quando eravamo bambini portiamo nel cuore.

Gabriella Magnoni Dompé