Moto

KTM 1290 Super Duke R

Alessandro Spada
25 giugno 2015

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“The Beast”. È questo il soprannome che i tecnici KTM a Mattighofen, città austriaca in cui ha sede la KTM, hanno dato alla loro nuova creatura: la 1290 Super Duke R.
La osservi da lontano e incute timore, anzi, quasi paura. Linee affilate che sembrano tagliate con l’accetta. Il fanale anteriore, a led, molto vicino al parafango, il codino snello che punta verso l’alto e un fisico da “vero atleta”, non voluminoso ma muscoloso. Vista frontalmente sembra un toro.

Motore e Prestazioni
Le prestazioni del motore sono da record per la categoria. E’ una versione evoluta e sovradimensionata del noto bicilindrico della 1190 RC8R portato a 1301cc.
Il risultato è una potenza dichiarata di 180 cv a 8870 giri e, soprattutto, una impressionante coppia massima di 144 Nm a 6500 giri di cui già 100 Nm disponibili a soli 2500 giri; impiega solo 7,2 secondi per arrivare a 200 all’ora partendo da fermo.

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Elettronica
Dato che la potenza è nulla senza il controllo, la 1290 Super Duke R eredita dalla sorella Adventure il pacchetto elettronico con tre mappe motore – Rain, Street e Sport –, l’ABS Bosch 9M+, il controllo di trazione MTC e l’acceleratore a controllo elettronico Ride-By-Wire.
La mappa Rain è limitata a 100 cv, ha una erogazione dolce e il traction control più “presente”. La mappa Sport prevede 180 cv di potenza massima con una al gas quasi istantanea e un funzionamento del TC limitato e poco invasivo. La Street ha anch’essa 180 cv, ma con una minore reattività all’apertura del gas e un TC più attento.
Il controllo di trazione MTC interviene in base alla scelta della mappatura, alla marcia inserita, al numero di giri del motore e all’angolo di inclinazione del veicolo.
L’ABS è sviluppato in collaborazione con Bosch. Questo sistema, che può essere disattivato, prevede anche una mappa “Supermoto”. Questa modalità interviene solo sulla ruota anteriore e permette il blocco della ruota posteriore rendendo possibile esibirsi (se capaci!) in divertenti ingressi in curva in derapata.

Kit Touring

Telaio e ciclistica
Il telaio è un traliccio di acciaio al cromo-molibdeno, così come il telaietto reggisella.
Un’altra importante novità è rappresentata dal bellissimo e possente forcellone monobraccio in lega di alluminio.
Il sofisticato sistema di sospensioni vede la presenza, al retrotreno, di un monoammortizzatore WP, privo di leveraggio e totalmente regolabile. L’avantreno è dotato di una forcella WP da 48 mm con regolazione di compressione ed estensione separate, una per stelo, alla quale però manca quella del precarico delle molle. Completa il tutto un ammortizzatore di sterzo sempre WP.
L’impianto frenante è semplicemente da 10 e lode con il meglio della produzione racing stradale Brembo. All’anteriore monta una coppia di pinze monoblocco radiali M50 a quattro pistoncini contrapposti, azionati da una pompa radiale, che agiscono su dischi da 320 mm.
Al posteriore c’è un disco da 240 mm con pinza a due pistoncini contrapposti.

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Su strada
Numeri impressionanti per quanto riguarda le prestazioni uniti a una componentistica di pregio e a un design unico. Ma alla fine dei conti, come va? Semplice, da paura!
La prima volta che si sale in sella si prova un certo timore reverenziale. E’ una moto che impressiona: non potrebbe essere altrimenti con una naked “mille-e-tre”.
Dopo qualche centinaio di metri, invece, ci si rende subito conto che l’approccio con la 1290 Super Duke R non è traumatizzante, anzi, è incredibilmente intuitivo e amichevole, al punto da non considerare più la scheda tecnica che la descrive come una “Bestia”.
Il comfort non è un aspetto di primaria importanza per questa categoria di moto, eppure su questa KTM raggiunge ottimi livelli. Viaggiando a 130 km/h il bicilindrico 1300 trotta a circa tremila giri, a “bassa voce” e senza vibrazioni fastidiose. Sembra quasi un motore elettrico. La posizione di guida è ottima, stranamente comoda, le pedane non troppo alte, il busto è in posizione quasi eretta e i polsi poco caricati. Sorprende la buona protezione aerodinamica grazie al fatto che il pilota è ben inserito nella moto e, di conseguenza, il serbatoio e la strumentazione riparano parte del busto dall’aria.
La comoda sella è imbottita il giusto, le sospensioni lavorano bene e sono molto progressive. E’ incredibilmente facile ed equilibrata, sia facendo del turismo veloce a medio raggio, sia “aggredendo” le curve del vostro passo di montagna preferito.
La 1290 Super Duke R è inoltre una moto sincera, precisa, che rimane “incollata” alla strada. E’ una moto che ti perdona molti errori di guida, che ti permette di osare oltre il limite del buon senso ma comunque in sicurezza, che consente disegnare linee pulite o, l’istante dopo, di spigolare le curve. La moto si muove infatti tra le curve con estrema agilità, senza che la stabilità venga mai meno; il vero protagonista, però, resta il motore. Da circa 2000 giri riprende vigorosamente e tra i 4000 e i 7000 giri eroga tanta di quella potenza e coppia che si rimane impressionati dalla rapidità con cui cresce repentinamente la velocità. Tutta questa esuberanza si manifesta senza vibrazioni e con l’utilizzo di marce lunghe. Oltre i 7000 giri si sente un netto cambio di ritmo che fa letteralmente “schizzare” l’ago del contagiri verso il limitatore con un allungo esagerato.
Se deciderete di disattivare tutti gli aiuti elettronici per fare i “teppisti”, sappiate che basta un attimo per ritrovarsi con la moto di traverso in accelerazione o impennare mettendosela per cappello. Un’altra nota positiva sono i consumi che, andando tranquilli, sono ridotti, circa 18 km/litro, nonché gli intervalli di manutenzione ogni 15000 km, segno di un’ottima affidabilità.

Alessandro Spada + KTM 1290 San Martino del Lago (MY PERSONAL TEST)

In pista
Il test su pista è stato effettuato nel bellissimo circuito di San Martino del Lago, provincia di Cremona. Anche in questo caso la 1290 Super Duke R si è comportata alla grande esaltando tutti i pregi emersi nella guida su strada. Veloce, stabile, precisa come un bisturi, dotata di una staccata da vera race-replica ma rimanendo sempre facile, molto gestibile e poco affaticante. I pneumatici sportivi Dunlop Sportsmart^2 di primo equipaggiamento, ottimi su strada, si sono rivelati validi anche per qualche turno in pista, rimanendo sempre facili da gestire, anche se portati al limite, e molto prevedibili nelle reazioni.
Gli unici “nei” sono stati le pedane con poca luce a terra (in pista) e il cambio che, esente da ogni critica su strada, in pista è risultato un po’ ruvido negli innesti. La mancanza del cambio elettronico (Quickshifter) si è fatta sentire.

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In sintesi
È la naked più potente e prestazionale sul mercato, ma risulta incredibilmente più “umana” di quanto si possa immaginare, essendo caratterizzata da una fruibilità unica nel suo genere.
Risulta comoda da utilizzare tutti i giorni nel tragitto casa-lavoro, anche se il suo habitat naturale è costituito dalle strade ricche di curve e dai passi di montagna.
Non è nata per andare in pista, eppure anche in questo contesto risulta tremendamente performante grazie ad una ciclistica di prim’ordine e ad un pacchetto elettronico al top.
È una di quelle moto che merita assolutamente di essere guidata almeno in un test-ride!
Ora non vi rimane altro da fare che trovare 15.650 euro per acquistarla.


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