Fotografia

“Kuwait. Un deserto in fiamme”: Salgado in mostra allo Spazio Forma

Valentina Garola
1 novembre 2017

Spray chimici proteggono un vigile del fuoco dal calore delle fiamme. Kuwait, 1991© Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto

“Non ho mai visto, né prima né dopo quel momento, un disastro innaturale così enorme”: con queste parole Sebastião Salgado, fotografo brasiliano classe 1944, racconta la tragedia della Guerra del Golfo.

Era il 1991 quando tutti gli occhi del mondo erano puntati sulla crisi in Medio Oriente e in particolare sul grande conflitto nel Golfo Persico. In Kuwait i soldati iracheni avevano incendiato oltre 600 pozzi di petrolio per ostacolare l’avanzata della coalizione militare guidata dagli USA e Salgado fu tra i primi fotografi a intuire la reale portata e la gravità di questa situazione: fermo nella consapevolezza di dover documentare quegli avvenimenti, macchina alla mano, si diede da fare.

Il risultato oggi lo possiamo ammirare nelle sale del Forma Meravigli di Milano, che fino al 28 Gennaio ospita “Kuwait. Un deserto in fiamme”, realizzata con il patrocinio del Comune di Milano, in collaborazione con Amazonas Images.

Un cavallo che apparteneva alla scuderia reale cerca erba in un bosco che prima era la sua casa. Kuwait, 1991 © Sebastião Salgado /Amazonas Images/Contrasto

Protagoniste assolute della mostra sono trentaquattro immagini di grande formato, allestite in un percorso dove il bianco e nero tipico del fotografo brasiliano immerge lo spettatore in un’atmosfera terrificante e apocalittica, in cui a dominare sono i contrasti e i giochi di chiaroscuro dati dalle fiamme dei pozzi e dalla coltre di scuro petrolio che avvolge tutto il deserto circostante, animali e persone compresi.

Gli scatti colpiscono per la loro cruda durezza: attraverso lo sguardo di Salgado vediamo il paesaggio  bruciare davanti ai nostri occhi, in quello che fu un terrificante disastro ambientale. Lui decise di documentarlo affiancando l’operato dei vigili del fuoco e dei tecnici specializzati chiamati da tutto il mondo per limitare i danni e arginare le perdite: “Era come affrontare la fine del mondo, un mondo intriso di nero e di morte”, racconta il maestro.

Un pompiere. Pozzi di petrolio, Greater Burhan, Kuwait, 1991 © Sebastião Salgado /Amazonas Images/Contrasto

A 25 anni da quella tragedia, Sebastião Salgado ha sentito che il suo lavoro non era ancora del tutto completo e ha deciso di tornare sul reportage – ancor oggi attualissimo – arricchendolo di immagini inedite. In mostra al Forma Meravigli c’è il frutto di questa nuova edizione: un monito a non dimenticare il passato per preservare il nostro presente e il nostro futuro. “Kuwait” – al pari di “Genesi”, “La mano dell’uomo”, “In cammino” e “Ritratti di bambini in cammino” – è un importantissimo documento di storia moderna e una straordinaria opera fotografica.

 

Kuwait. Un deserto in fiamme.
20 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018
Forma Meravigli, Via Meravigli 5, Milano
Orari: mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10-20; giovedì 12-22; lunedì e martedì chiuso.


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