Motori

La bad girl from America è ancora più cattiva

Davide Stefano
14 gennaio 2014

2015 Chevrolet Corvette Z06

Al Salone di Detroit 2014 debutta la nuova Corvette Z06, che i clienti potranno acquistare a partire dall’inizio del 2015 a un prezzo ancora da stabilire. La versione sportiva della Corvette Stingray vanta già un primato, visto che riesce a superare le prestazioni della sorella maggiore ZR1 di precedente generazione, grazie al nuovo 6.2 V8 LT4 con compressore volumetrico da 625 CV e 861 Nm, dotato di iniezione diretta.

2015 "LT4" 6.2L V-8 AFM VVT DI SC (LT4) engine for Chevrolet Cor

Sfida dunque al gotha delle supercar. La General Motors vuole dare filo da torcere alle più blasonate supercar del mondo e definisce la nuova Z06 come la migliore macchina da pista mai proposta dal Costruttore, introducendo peraltro dotazioni inedite per questo modello: al cambio manuale a sette marce con Active Rev Match viene infatti affiancato in opzione anche quello automatico a otto marce con le famose “palette da F1”. Il cambio, addirittura più veloce del Pdk Porsche, è stato studiato per la guida sportiva e, secondo le dichiarazioni ufficiali, consente di salire di rapporto in tempi inferiori a quelli del Pdk della Porsche 911. Gli ingombri sono inoltre gli stessi dell’automatico sei rapporti della Stingray, mentre l’uso di alluminio e magnesio ha permesso di ridurre il peso di 4 kg. Un’auto pronta per la pista pertanto.

2015 Chevrolet Corvette Z06

Caratterizzata da un corpo vettura particolarmente curato sotto il profilo dell’efficienza aerodinamica, la nuova Corvette Z06 presenta numerosi elementi in fibra di carbonio, tra cui splitter anteriore e passaruota, minigonne laterali, griglie d’estrazione, profilo alare posteriore e componenti dell’estrattore. Tale materiale si trova anche all’interno dell’abitacolo, su plancia e inserti del volante, al fianco dei numerosi elementi metallici e al display digitale preposto alla gestione del sistema di infotainment, mentre le sellerie sportive presentano le cuciture a contrasto a vista.
Gli interni sono creati, anch’essi all’insegna della sportività e dell’esaltazione del piacere di guida.

Insomma, forse è bene che le supercar europee inizino a preoccuparsi seriamente.

Davide Stefano


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