Leggere insieme

La balena della tempesta in inverno

Marina Petruzio
8 ottobre 2017

È in libreria in questi giorni, sempre per Giralangolo editore – che festeggia i suoi primi 10 anni di storie, colori, coraggio e amicizie – la BALENA della TEMPESTA in INVERNO. Torna così non solo uno tra gli autori e illustratori più amati e apprezzati da grandi e piccini, Benji Davies, ma anche Nico, i suoi piccoli occhi a bottoncino e il suo passamontagna nero, il suo papà solitario pescatore, quei sei gatti che ne la BALENA della TEMPESTA tutti i bambini, e non solo, avevano con pazienza cercato, contato e verificato fossero sempre tutti tra le pagine della storia. Ma anche quel giallo delle cerate dei lupi di mare…un piccolo sole nelle notti di tempesta o tra i ghiacci più freddi dell’inverno, quando la neve cade fitta e vorticosa rendendo tutto uguale, lassù nel grande e freddo nord.

Chiunque abbia avuto la fortuna di vedere una balena, il suo alto spruzzo o la sua possente coda, tra le onde del mare o all’orizzonte, avrà impresso a vita nei propri occhi lo stupore e la bellezza. La possenza. E per la vita ogni volta che sarà in prossimità del mare cercherà il saluto di quello spruzzo, la sagoma di quella coda così meravigliosamente disegnata. Così per Nico che nella sua camera, lassù in cima, sotto al tetto con le belle travi a vista e la finestra sul mare disegna, seduto al suo tavolo, riempie fogli, come fotografie, delle immagini della sua balena! La sua amica balena! La balena con la sua mamma, coda grande con coda piccola. Ancora, ogni tanto credeva di intravedere, in lontananza tra le onde, la coda della balena. Ma era sempre qualcos’altro. Attendere un amico comporta pazienza che con l’impazienza formano una coppia magnifica, che dipinge sui visi quell’espressione non raccontabile tra stupore, meraviglia e felicità, quel potersi finalmente rilassare e nello stesso tempo  essere sopraffatti da nuove e potenti energie, ripartire carichi di nuova fiducia e progetti a non finire. Smettere di aspettare, anelare, sperare significa potersi finalmente rilassare e sorridere.

Si sarà sentito così Nico ripensando alla sua avventura, alla sua amica balena che arriva a soccorrerlo in quella notte gelida e vorticosa di neve, col ghiaccio che abbraccia il piccolo peschereccio, quello col quale il suo papà era uscito per l’ultima notte di pesca prima della lunga pausa invernale. Quello che ora giace vuoto in mezzo alla tempesta. A quel freddo. A quel grigio e scuro che cancella i contorni, che rende tutto piatto, sconosciuto. In fondo alla sua pancia si rannicchia Nico, sotto la cerata gialla del suo papà lasciata lì appesa a quel gancio, e lui? Nico quella notte cominciò ad aver paura.

Poi, nell’oscurità, si sentì un colpo contro la barca! TUMP!

 

Ma poi il tempo passa, la primavera si annuncia con un nuovo tepore, la speranza delle belle giornate e dei tanti tesori che le tempeste e i ghiacci si lasciano alle spalle si fa grande, i racconti delle avventure invernali fan sentire più vicini, ora al sicuro.

E Nico aveva sorriso…perchè quella notte la sua amica era tornata.

Non importa se non hai mai visto una balena, se non l’hai mai avuta per amica, coraggio e amicizia non mancheranno e le balene puoi continuare ad aspettarle e cercarle con gli occhi all’orizzonte. Grazie a Benji Davies per il Mumin sul letto che averlo per amico in una notte di tempesta (ma anche se c’è il sole) non è male!

 

la BALENA della TEMPESTA in INVERNO
di e illustrato da Benji Davies
tradotto da Anselmo Roveda
edito Giralangolo EDT
euro 15,00
età di lettura: per tutti


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