Sport

La Bocconi lancia Roma 2024, ma serve uno stadio del calcio

Riccardo Signori
25 febbraio 2016
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Giovanni Malagò

Entra in campo anche la Bocconi, università di prestigio riconosciuta nel mondo, una delle eccellenze italiane per sostenere Roma 2024. E Giovanni Malagò, presidente del Coni e anima motrice del progetto, con Luca di Montezemolo, ha fatto da anfitrione e cicerone nell’aula Magna dell’università milanese davanti a studenti stranieri e italiani. Viaggio nel mondo dei sogni e dei costi di una olimpiade. Convegno organizzato dal Bocconi sport campus, intitolato: ”Roma 2024, planning for sustainability and legacies”.

 Il numero uno del Coni ha raccontato di tutto e di più sul percorso di avvicinamento al giorno della decisione del Cio, prevista per il settembre 2017 a Lima in Perù. E, nella casa madre italiana dello studio economico, ha rivelato qualcosa che , forse, i professori non raccontano mai. “Lo sport in Italia è il miglior investimento, un’eccellenza. Una ricerca recente ha stabilito che il Coni è il più prestigioso comitato olimpico nel mondo. Merito della sua storia e delle medaglie raggiunte dai nostri atleti”. Meglio , invece, non raccontare che la scuola fa di tutto per ostacolare il miglior sviluppo dello sport in Italia, anche se al convegno era presente Eleonora Giorgi, valente marciatrice, una delle candidate a un posto di rango nella gara olimpica sui 20 km: la Giorgi, nell’ottobre 2014, si è laureata, nella specialistica, proprio alla Bocconi in “Economia e management delle amministrazioni pubbliche e istituzioni internazionali”. Se oggi cercate su wikipedia aggiungete “marcia”, per non pescare la bionda Eleonora, attrice e produttrice cinematografica. Ma fra qualche anno chissà! Ieri Eleonora scortava Malagò davanti agi ex compagni e colleghi, insieme a Max Rosolino, ex campione del nuoto, e Fiona May ex stella della nostra atletica.

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Eleonora Giorgi

 Roma è stata illustrata nelle sue bellezze, nella fantastica cornice dei monumenti ma anche nelle pecche. In vista di una Olimpiade, per esempio, c’è il problema sulla finale del torneo di calcio. L’Italia disporrà di numerosi stadi da nord a sud, ma la finale dei Giochi del pallone dovrebbe svolgersi nella capitale. Lo stadio Olimpico, occupato dall’atletica e dalle cerimonie di apertura e chiusura, dovrebbe impegnare le menti organizzative in una sorta di giochi a comporre e scomporre scenari. C’è il rischio di confusione e cattiva riuscita per una finale importante come quella del pallone.

 Molto più facile, invece, se la Roma, intesa come società calcistica, manterrà l’impegno a costruire uno stadio tutto suo.”Se il nuovo stadio sarà realizzato, avrà la finale. Altrimenti penseremo ad una città diversa: Milano o Napoli per ora hanno assegnate le semifinali”, ha spiegato Malagò. “Tutti i dossier, sia quello nostro sia quello dei competitor (Parigi,Los Angeles, Budapest ndr.) prevedono qualcosa che non è stata ancora costruita. Noi siamo stati chiari, onesti, trasparenti. L’estrema soluzione ci porterà nello stadio Olimpico. Ma se Roma avrà un nuovo stadio, meglio per tutti”. Un’indicazione ed anche un avvertimento: la Roma società non vorrà certo rovinare i sogni!

 Malagò ha parlato pure di eredità per il paese: stadi e infrastrutture. Quel che rimane di Torino 2006 potrebbe confermare in parte. Il presidente Coni ha invitato tutti a fare squadra, anche agli studenti stranieri presenti al convegno della Bocconi, ai quali ha riservato un invito per il 2024. Tutti a Roma, se ci saranno i Giochi! Gli costerà qualcosa del budget, ma lo ha detto quasi stringesse un amuleto fra le mani.


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