News

“La camicia bianca secondo me”. Prato racconta Gianfranco Ferrè

Alberto Corrado
12 novembre 2013

Museo del Tessuto - 2 sala storica

“Nel lessico contemporaneo dell’eleganza, mi piace pensare che la mia camicia bianca sia un
termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole…”
Gianfranco Ferrè.

Gianfranco Ferré - 1

Non solo un capo d’abbigliamento ma l’intera struttura progettuale che gli sta dietro; non solo una camicia, ma la camicia bianca secondo Gianfranco Ferré come segno di stile e punto di partenza per rileggere i canoni dell’eleganza.
La prima mostra sullo stilista scomparso nel 2007 è una monografica, ideata e organizzata dalla Fondazione Museo del Tessile di Prato e dalla Fondazione Gianfranco Ferré, che racconta l’attività dello stilista attraverso il capo icona del suo metodo di lavoro.
Ventisette camicie selezionate più originali create in oltre venti anni di attività, corredate di disegni che permetteranno di ricostruire il percorso dall’idea al capo, affatto casuale e, anzi, sempre rigoroso.

camicia - 1

La mostra sarà allestita negli spazi del Museo del Tessuto di Prato, dei quali il percorso espositivo occuperà due sale al primo piano.
Nella prima area gli spazi espositivi sono modulati secondo una progressione di
istallazioni visuali di grande formato che suggeriscono la chiave interpretativa dei capi: i progetti grafici sono magnificati da video che ripercorrono tutte le fasi progettuali del lavoro di Ferré mentre le incursioni artistiche restituiscono in forma ironica, attraverso macro immagini, la dimensione invisibile della camicia, lo scheletro portante, l’intelaiatura sottesa. Da questa si accede a una seconda area, dove i disegni tecnici, i disegni di uscita sfilata, i materiali fotografici e i redazionali documentano la scultorea e affascinante presenza delle camicie bianche che prendono vita dal dualismo luce-oscurità creato dall’allestimento.
Tra i capi in mostra ci sarà anche la spettacolare camicia “Rovesciata” in cui la logica di costruzione è talmente originale che trasforma il capo in puro oggetto di design, la “Camicia scomposta” e la “Camicia da pittore”.

Gianfranco Ferré - 3

“Poi ci auguriamo che le sue camicie riescano a viaggiare per i prossimi anni”, ha detto Rita Airaghi, direttore della Fondazione Ferrè, sottolineando l’interesse già arrivato
da parte di diverse capitali europee e non nascondendo il desiderio che presto arrivi anche l’occasione per portare l’esposizione a Milano.
Per il futuro la Fondazione, nata nel 2008 con lo scopo di conservare, ordinare e mettere a disposizione del pubblico l’attività creativa di Ferré, si augura di poter dare alla luce altre mostre monografiche a lui dedicate: magari intorno a temi come gli accessori, l’uso dell’oro e l’etnico.

Info:
www.museodeltessuto.it | info@museodeltessuto.it
www.fondazionegianfrancoferre.com | info@fondazioneferre.com
Facebook: museodeltessuto | Twitter: #museodeltessuto

Alberto Corrado


Potrebbe interessarti anche