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La camicia riletta in chiave sia sartoriale sia esotica è il nuovo trend di stagione

Alberto Corrado
12 maggio 2014

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L’affermarsi di un nuovo bisogno di compostezza è generale.
È un atteggiamento, in primo luogo e un modo di porgersi che si traduce in un modo di abbigliarsi.
L’epoca del tutto va bene, delle concessioni facili sembra al momento terminata.
È l’ora di qualcosa completamente diverso.
Un occhio al meglio di ciò che nello stile è già stato, ma lo sguardo fermamente diretto in avanti.

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Si afferma un uomo nuovo che ha scelto, di essere sempre impeccabile, anche nel suo tempo libero, non ripudiando il suo vessillo: la camicia.
Iniziamo con le camicie su misura che sono autentici capolavori artigianali, frutto della migliore tradizione sartoriale italiana. In ogni camicia è possibile cogliere tutta la passione per il nostro antico mestiere tramandato per generazioni: la cura dei dettagli e l’accuratezza delle rifiniture fanno di ogni camicia un pezzo unico, creato da abili mani in grado di realizzare una “vera” camicia sartoriale rifinita con gli 8 ricami realizzati a mano e con le cuciture da 8 punti per centimetro. Ma tutto ciò non soddisfa talvolta il cliente finale tale che la ricerca della perfezione continua nel rispetto della tradizione con le iniziali che devono essere esclusivamente realizzate a mano ed i bottoni rigorosamente in madreperla, poiché è la cura dei particolari a fare la differenza.

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Da sempre, infatti, la mission è la ricerca della perfezione: dalla vestibilità della camicia che consenta il massimo confort e piacere di indossarla, alla possibilità di personalizzazione più ampia possibile, in modo tale da ottenere una camicia sartoriale unica, un prodotto in grado di esaudire ogni desiderio del cliente.
Dalla camicia sartoriale classica dai colori che si stemperano dal bianco candido ai toni dei pastelli per arrivare le nuance del cielo di Oxford, c’è anche l’esplosione delle deflagrazioni botaniche: gerani, ortensie, primule e margherite e tulipani.

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Ma anche grafismi rampicanti stile wallpaper di edere e paisley che sembrano tracciate da uno spirografo rivestono i tessuti in un rigoglio tripudio colore.
Stampate o ricamate riempiono ogni spazio vuoto ricordando le tappezzerie di William Morris e dell’Art Crafts anglossassone. Non mancano sollecitazioni grafiche, gouache, micro e macro fantasie fino a spingersi verso il Sol Levante con le minuziose raffigurazioni naturali dell’Arte Giapponese.

Alberto Corrado


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